Regalami un'Anima

Anna Maria Pusceddu

Prologo

Questa non è una storia come tutte le altre, parla di una bambina molto speciale che vi sarebbe piaciuto conoscere, o incontrare, almeno una volta nella vita. Qualcuno che avrebbe sfiorato la vostra esistenza come le soffici ali di un angelo, se solo vi foste avvicinati. Il suo nome è Sarah Gray e io ho avuto il privilegio di conoscerla, per potervi raccontare la sua incredibile storia, così com'è uscita dalla sua bocca, diversi anni dopo averla vissuta.

Non vi dirò né il mio nome, né in che circostanza la incontrai, non è importante al fine del racconto che lascio a voi giudicare, con la speranza che abbiate conservato dentro, parte di quel mondo magico e misterioso che attraversa l'infanzia. Quel mondo in cui tutto è ancora possibile, se non si abbandonano i propri sogni.

Devo però avvisarvi che quella che sto per raccontarvi non è una favola. La vita di Sarah Gray, tutto è stato, fuorché una favola che si racconta ai bambini prima di andare a letto. Nessuno spaventerebbe di proposito i propri figli…

Non dico di aver creduto a tutto ciò che ha Sarah mi detto, ma ciò che avvenne poi, quando la lasciai, ha fatto sorgere in me più di un dubbio. Sicuramente non l'ho più scordata, e se chiudo gli occhi posso quasi scorgerla nel giardino della sua casa, mentre ansima per la fatica dopo l'ennesimo gioco solitario, con il cuore che le batte così velocemente nel petto acerbo, da avvertirne i battiti fin dentro la testa; o mentre accaldata si bagna il viso con l'acqua fresca del ruscello, e con un sorriso quasi diabolico,tipico di una coscienza ancora in espansione, riempie l'innaffiatoio per portarlo davanti al canale che ha scavato intorno al muretto di pietra della sua “dimora” immaginaria,giàpregustando l'esito di una vittoria scontata.

Forse dovrei essere più cauto e serbare per me questa storia, così come avrebbe fatto lei stessa se l'aveste conosciuta, ormai stanca e rassegnata a non essere creduta.

Tuttavia procedo con una sola raccomandazione: abbiate per Sarah la stessa comprensione, e lo stesso amore, che avreste per chi ha conosciuto e affrontato con coraggio, ogni sorta di sfida.

Datele dunque il beneficio del dubbio, perché spesso la vita è più incredibile di ciò che sembra, e il “cambiamento” inizia sempre con l'arrivo di un temporale, in una splendida giornata di sole…

 

1. Sarah Gray

Una voce potente la distolse dai suoi giochi proprio mentre stava per riempire il fossato del suo castello immaginario, con l'intenzione di spazzare via gli “invasori”, costituiti dagli svariati insetti che entravano e uscivano da quel perimetro magico che bisognava difendere a tutti i costi.

Corse verso casa portandosi dietro il pesante innaffiatoio. Gli schizzi d'acqua le bagnarono la pelle delicata e il vestito di cotone bianco che indossava quel giorno. La sensazione fu così piacevole che la rinfrescò all'istante.

Buttò il contenitore ormai vuoto sull'erba, strofinò i piedi umidi sul solito panno morbido che trovò sui gradini, e con un brivido, si preparò a varcare la porta.

Come sempre, il nonno la aspettava sulla soglia, con lo sguardo carico di ricordi. Gli sembrava di rivedere sua figlia Eva, alla stessa età, ripercorrere a piedi scalzi il viale alberato del giardino.

Sorrise nel vederla fradicia e non la rimproverò per l'insolita doccia pomeridiana, ormai era abituato alla trascuratezza con cui sua nipote svolgeva le cose più semplici. Trovarsi per casa quella piccola strega, lo rendeva semplicemente vivo.

Sospirò e allargò le braccia per accoglierla, poi la sollevò da terra e la strinse forte a sé, imprigionandola per qualche secondo.

Alla bambina parve un tempo lunghissimo e si contorse nel vano tentativo di liberarsi dalla morsa, poi desistette. In quell'abbraccio avvertì tutto l'amore che quel nonno sapeva darle ogni giorno con le sue mille attenzioni.

Per lei era tutto: padre, madre, zio, fratello; era la sua unica famiglia. L'unica di cui le importasse.

Respirò a fondo l'odore acre del tabacco intrappolato tra i suoi folti capelli bianchi e lo trovò rassicurante come sempre. Aveva convissuto sin da piccola con quell'odore intenso che il nonno si portava sempre appresso.

Era un accanito fumatore di sigari cubani, a suo parere i migliori al mondo, e a nulla erano valsi i suggerimenti del suo medico curante, nel sollecitarlo a smettere.

Quando qualcuno cercava di imporgli qualcosa, Alfred Bell andava su tutte le furie. Da buon ex capitano della marina inglese, non era certo abituato a prendere ordini da nessuno, semmai era avvenuto il contrario per parecchio tempo. L'amore per il mare, e per la vita militare, così ordinata e metodica, l'avevano portato in giro per il mondo fino a quando non si era dovuto fermare, suo malgrado, per occuparsi personalmente di Sarah. I suoi genitori avevano perso la vita in un tragico incidente d'auto, proprio mentre andavano a trovarlo per fargliela conoscere, e da quel giorno il senso di colpa non lo aveva più abbandonato…


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