Racconti Fantastico Catastrofici

Lucy R.

Invasione!

Terra: anno 175.500 A. C..

Astronave aliena proveniente da un'altra galassia.

La nave aliena si stava avvicinando al pianeta diminuendo la sua velocità, gli occupanti non sapevano che cosa avrebbero trovato, forse un mondo popolato da esseri intelligenti, o forse no, per loro era una vera incognita, avevano scoperto quel piccolo pianeta dopo una serie di scansioni, erano rimasti molto sorpresi di trovare su quel piccolo mondo ai confini dell'universo delle forme di vita primitive, non sapendo quanto fossero progredite dalla scansione non si poteva dedurre, avevano deciso per una visita.

Non immaginavano che nell'immensità del cosmo ci potessero essere delle altre forme di vita, oltre a quelle che, già conoscevano, erano rimasti molto sorpresi da quella scoperta e da lì, era cominciato tutto, la loro nave più potente era stata attrezzata ed erano partiti, il viaggio era durato solo un paio dei loro mesi e, finalmente erano arrivati a destinazione, dallo spazio videro il pianeta, una perfetta sfera rotonda schiacciata leggermente ai poli e di un blu intenso.

Prima di scendere il loro comandante aveva deciso per una ricognizione ad alta quota, la nave si era fermata in un'orbita lontana e da essa erano partite delle navette robot, intorno al pianeta non c'erano strumenti meccanici, e questo voleva dire una sola cosa, che lì, non si era ancora evoluta una civiltà intelligente, da arrivare a tanto, potevano esserci degli esseri, sì quella era una possibilità ma, non cosi intelligenti come loro.

Le sei navette robot, entrarono nell'atmosfera, dopo qualche secondo comparvero le prime immagini, un pianeta verde con un cielo azzurro, molte piante e animali, guidate dalla nave, una delle navette mostrava sullo schermo principale delle costruzioni, erano molto primitive, capanne fatte di fango e canne.

Erano poste in circolo vicino a un fiume dove scorreva acqua limpida, tutto era molto promettente, delle piccole sagome che, si muovevano brandendo delle armi rudimentali, sì, c'era della vita umana su quel pianeta e, ora dovevano solo provare a prendere contatto.

Il comandante aumentò il volume del suono, delle urla uscirono dagli altoparlanti della plancia, non era quello che si aspettava, non sapevano parlare non articolavano delle parole comprensibili ma, solo suoni gutturali e gesti ostili, brandendo lunghe lance con la punta, non era l'accoglienza che, si era aspettato ma, questo lo aveva immaginato, quegli esseri non erano evoluti come loro, non conoscevano la tecnologia e chiaramente erano ostili, almeno a prima vista, non poteva aspettarsi altro.

Pigiò un bottone sulla console, le sei navette fecero ritorno, doveva prendere una decisione, chiamare l'alto consiglio e riferire quello che aveva trovato, non sarebbe stato Lui a decidere, non era compito suo, Lui era lì per eseguire un ordine e, non poteva prendere una decisione cosi importante, si girò verso l'addetto alle comunicazioni e gli disse «Chiami l'alto consiglio Zairiano, li informi che, siamo arrivati, comunichi loro quello che abbiamo trovato e che, attendiamo degli ordini precisi.».

La gerarchia di comando del pianeta Zairia, era molto complessa, in cima alla piramide di comando, c'era un consiglio di saggi, loro prendevano le decisioni importanti, a loro faceva riferimento l'alto comando militare, poi i governatori di zona, che governavano le varie zone del loro pianeta, per la precisione ventidue, subito dopo, quelli che tutto il popolo chiamava, “sindaci”, c'erano poi i “liberti” che, facevano da tramite con i “sindaci”, loro erano alla fine della catena di comando, poi veniva il semplice popolo.

Una democrazia perfetta, ogni ingranaggio era eletto democraticamente dal popolo, un minimo errore da parte di uno di loro ed era rimosso senza più nessuna possibilità di occupare quella posizione o altre superiori, tutto su Zairia funzionava alla perfezione, in quel lungo periodo dopo l'avvento del consiglio dei saggi, una pace duratura si era instaurata sul pianeta, non esistevano conflitti, niente criminalità, o furti, e tutto questo nel giro di meno di un milione di anni.

La risposta non si fece attendere, l'addetto alle comunicazioni girò la sedia e tossì per attirare l'attenzione del comandante, poi disse «Comandante Romulus, il consigliere Taurus in linea.». Il giovane comandante si sistemò la giacca della divisa e fece un cenno con la testa, il tecnico pigiò un pulsante e sullo schermo comparve il consigliere, il comandante fece un leggero inchino, come voleva il protocollo e disse «Consigliere, è sempre un piacere vederla, il suo aspetto è sempre dei migliori.». Il sorriso forzato del vecchio consigliere non lasciava spazio ad altre interpretazioni o adulazioni, quello con voce stanca replicò «Non deve essere sempre cosi accondiscendete comandante Romulus, non le si addice.».

Una breve pausa, il comandante Romulus osservò lo sgargiante abito del consigliere, segno del suo comando, stava per replicare quando quello lo informò «Il consiglio dei saggi ha deciso, non è stato facile. Sulla decisione non erano tutti in perfetto accordo, …..». Una breve pausa, poi proseguì con la voce sempre più stanca «Deve lasciare un segno del nostro passaggio, qualcosa che ci ricordi negli anni a venire che, abbiamo visitato quel pianeta, una prova tangibile della nostra presenza, anche per gli esseri che abitano quel mondo, si devono ricordare che c'è qualcuno più potente di loro, qualcuno che può annientarli o proteggerli con un solo gesto. Lasci una sonda che raccolga tutte le informazioni sull'evoluzione del pianeta.».


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