Oxt

Laro

Uno

 

Gentile dottore

Le scrivo perché non so con chi altro potrei confidarmi. Cioè, confessarmi (non entro in chiesa dalla prima comunione di mia figlia, sei anni fa). Soltanto adesso mi decido, ora che ho infilato un tunnel senza uscita. È successo il mese scorso. Ho tradito mio marito. Ho fatto l'amore con un altro. So di apparire ridicola, triviale: né la prima né l'ultima moglie che mette le corna al marito. Il fatto è che prima, da più di un anno, lo tradivo lo stesso, ma senza sesso. Chissà poi perché noi borghesi radical-chic ci sentiamo in colpa per una scopata e non per un flirt, una relazione ambigua, chessoio, un bacio con la lingua. E mi fermo qua.

Un tunnel, dicevo. Non vedo vie d'uscita, e mi spiego. Lui (un collega) mi piaceva già così com'era, mai che insistesse più di tanto. La sua prudenza, il suo tatto, la sua calda ragionevolezza mi ispiravano fiducia (non vuole solo quello) e smania, struggimento e persuasione (sono in una botte di ferro). Insomma, sovversione e status quo. Poi è successo – chi ha fatto il primo passo? – e mi sono data. Me lo ha dato. E questo è il punto. Mai toccato veramente, né visto, durante i palpeggiamenti e gli strofinamenti quando flirtavamo solamente. E, a differenza della sehensucht di romantica memoria, nel mio caso l'oggetto del desiderio, una volta afferrato, ha lasciato il segno. Non so come esprimerlo, ma è stato come se l'avessi ricevuto per la prima volta in assoluto: un regalo inatteso, soverchiante, ustionante. Poco a che vedere con l'aggeggio ‘ordinario' del mio consorte.

Ora lo sogno anche di giorno, mentre guido o sto in cattedra, mentre correggo i compiti o siedo davanti alla TV coi ragazzi e mio marito, mentre inforno i sofficini o imbastisco un'insalata. Lei penserà che è solo questione di dimensioni, quindi di sesso bruto. Può darsi. Ma si dà il caso che a me è successo all'incontrario; voglio dire, la scopata è arrivata al culmine di un percorso amoroso tipico dei giovani e vergini di cuore, i quali, se rimangono delusi, ci passano pure volentieri sopra.

Mio marito, credo, è al buio. A me tremano le gambe, il sangue mi va spesso in ebollizione, la testa tra le nuvole (o giù, sul ventre del mio amante). C'è una via d'uscita, ammesso che la cerchi?

PS. Amo i miei figli e mio marito, a modo mio.

Anima tormentata

 

Cara Anima tormentata, non ti suggerisco di consultare un confessore qualificato, visto il tenore laico-radical-chic delle tue afflizioni. Neanche io riesco a intravedere un lumicino nel tuo tunnel lussurioso, soprattutto dopo quel telegrafico, ossimorico post scriptum. Se è solo una questione di dimensioni, dando per scontato che le altre caratteristiche del tuo diavolo tentatore non riescano a cancellare del tutto quelle di tuo marito, devi fare i tuoi calcoli. Specie se insegni matematica (ma quel riferimento al Romanticismo tedesco mi fa pensare di più a una letterata). "L'amore che strappa i capelli", come cantava il divino De André, è sempre una brutta bestia con cui avere a che fare. Sennò, persevera nell'intrigo, in gran segreto come sembra tu sappia ben fare, e annota man mano l'entità della ʿustioneʾ che ti lascia. Non si sa mai, è possibile che non ci sia bisogno del pronto soccorso. Un po' di crema cortisonica, e pian piano la scottatura lenisce, diventa assuefazione.

 

Gentile Dottoressa Annalena

Sono un lettore occasionale della sua rivista, che sfoglio volentieri nelle varie sale di attesa che frequento mio malgrado. Ho notato che non disdegna dispensare consigli e rimbrotti anche ai pochi uomini che le scrivono, cosa che ritengo preziosissima proprio perché il punto di vista (acuto) di una donna su problemi coniugali è assai più affidabile. Capirà certamente perché voglio che il mio vero nome non appaia sul giornale.

Sono sposato da oltre quindici anni, ho due figli e un ottimo lavoro. Anche mia moglie è una professionista, grazie a Dio non abbiamo di che lamentarci sotto questo profilo. I guai, forse, sono altri. Temo che mia moglie mi tradisca. Gli ‘indizi' (sospetti?) che ho accumulato negli ultimi mesi, purtroppo, mi conducono tutti nella stessa direzione. Eppure, apparentemente lei si comporta come nulla fosse, in ogni gesto, ogni atteggiamento, ogni tipo di rapporto che ha con me e i ragazzi (entrambi giovani adolescenti) nella quotidianità della nostra serena esistenza. Indizi, dicevo, non prove. Non ho il coraggio di prendere decisioni drastiche o avventate, come affidarmi al classico ‘detective'; né tantomeno intendo spiarla io stesso. Da qualche mese è spesso distratta, sognante, indecifrabile. In qualsiasi attività sia impegnata, persino nell'intimità del letto, ha la mente altrove. Dice che è presa dalla scuola, problemi con alunni e qualche collega. Ma non mi convince. Fa ritardi sospetti, quasi sempre coincidenti con riunioni, consigli di classe ecc. E' possibile che sia sessualmente insoddisfatta? Le ho tentate tutte… Lei però non lo dà a vedere, dice okay, va tutto bene.

Marito sospettoso


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