Leggende di Vandoria

Pietro Rando

PREFAZIONE DEL NARRATORE

Io sono Colui il cui nome non verrà mai pronunciato, memoria esistente di tempo e spazio, ciò di cui narro accadde in un luogo di cui non si ha memoria, in un epoca di miti divenuti cenere…

Prima ancora della decadente Atlantide, vi era un altro continente di cui il tempo non conserva memoria.

Il suo nome era Vandoria, da lì tutto partì…

Quale triste ironia l'inizio di questo racconto, avvenuto con una morte.

Fu, infatti, con la dipartita di un Regnante che tutto ebbe luogo, ma iniziamo la nostra storia…

 

CAPITOLO 1

Regno di Valarian, un vicolo parallelo alla via principale della città di Leonia…

L'assassino si mosse silenziosamente, aveva provato più volte il piano fino a rendere automatico ogni movimento.

Si considerava un perfezionista, da sempre metodico e preciso nel portare a termine il suo compito.

Anni di omicidi su commissione, senza esser mai scoperto, l'avevano reso abile come pochi, non a caso era fra i più costosi nel suo campo.

Tuttavia, neanche un sicario come lui poteva esser paragonabile a chi l'aveva ingaggiato.

Non è arrivato così in alto per puro caso…

Il pizzicore dietro la schiena lo fece bloccare.

Aveva imparato a fidarsi delle sensazioni inviate dal suo corpo.

Quasi a dargli ragione, un manipolo di guardie, diretto verso il luogo della parata, gli passò davanti.

Giusto in tempo…

Fosse stato più avanti, gli armati lo avrebbero sicuramente notato e perquisito, trovandogli addosso la boccetta di veleno.

Si trovava in una delle vie adiacenti al corteo, dove sarebbe passato il suo bersaglio.

Di qui a poco sarà morto…

Per mesi aveva percorso quella strada avanti e indietro con la scusa di recarsi al lavoro.

Se quel giorno gli dei l'avessero voluto, avrebbe visitato quella città per l'ultima volta.

Mi spiacerà non poterci più venire, in fondo non è malvagia come posto…

Si trattava di una sua regola d'oro, mai eseguire più di tre lavori nel medesimo luogo.

Il suo primo incarico a Leonia era stato un mercante di gemme, ucciso per conto di un rivale in affari, poi era toccato a un Dignitario di Corte.

Per il suo secondo lavoro aveva impiegato un mese, prima di portare a termine il compito.

Non ho mai dovuto attendere così tanto per svolgere un incarico, ma questo bersaglio non è come gli altri.

Una brezza di vento lo costrinse ad avvolgersi meglio nel mantello, con la scusa avvicinò ancor più a sé il fagotto contenente l'arma con la quale avrebbe compiuto l'opera.

Per quanto già avvezzo a compiti del genere, le mani gli sudavano sempre prima di compiere ogni misfatto.

Era strano come il fisico del sicario, allenato e affinato da anni di omicidi, lo mettesse sempre nelle condizioni di svolgere al meglio i propri piani.

Automaticamente, il corpo inviava alla mente dei segnali, manifestando eventuali problematiche prima, in modo da consentire all'uomo di porvi rimedio.

Anche quella volta era stato così, permettendogli di asciugare il sudore sul mantello.

Muovendosi con sicurezza, l'assassino raggiunse la sua postazione senza altre complicazioni, ora doveva solo aspettare…

 

Leonia, Castello dei Leoni, dimora ufficiale dei Reggenti del Regno di Valarian, stanze private del Comandante dei Kossar…

Dal balcone della sua stanza, Antheon di Gowerran ammirò estasiato il panorama della città sotto di sé.

Fiero figlio di Valarian, il suo volto ne portava ognuno dei caratteri distintivi come i delicati zigomi e la mascella quadrata.

Gli occhi, di un ambrato candido, contrastavano con la pelle olivastra abbronzata dal sole.

Il fisico, reso asciutto e muscoloso da anni di intensi allenamenti con la spada, pareva esser stato scolpito nel marmo.

Una chioma di capelli castani, tendenti al biondo, completava il tutto, rendendolo ciò che per molte delle ragazze dell'epoca sarebbe stato definito un bell'uomo.

Per lui, nato in una cittadina della periferia del Regno, la Capitale emanava un fascino tutto particolare.

Gli splendidi colonnati delle vie principali si intersecavano mirabilmente a dividere i vari edifici realizzati a più piani.

Il Castello dei Leoni era la struttura di quel tempo più alta mai costruita dall'uomo, essendo stato realizzato su ben cinque piani.

A completare il tutto, le statue e le mille e più fontane, realizzate da vari artisti di Valarian, rendevano Leonia uno dei patrimoni architettonici dell'epoca, tanto da considerarla una delle più belle città di Vandoria.

Una moltitudine di artisti e poeti ne decantava i bianchi marmi del Grande Colonnato, che dalla via principale divideva in due la capitale.

Sorta sopra le sei isole che formavano il delta del fiume Kamir, Leonia era divenuta una perla di munificenza e civiltà.

Gli edifici della città, dai bianchi muri contornati da archi decorati dai migliori pittori, la rendevano unica nel suo genere.

Non che altre città del Regno fossero da meno: la biblioteca di Trakis, la seconda città come popolazione, era la più completa a livello di opere, mentre l'anfiteatro di Kadela era il più grande in assoluto, per non parlare di Alara, col suo grandioso tempio tetraedrale dedicato al dio leonino Kos, divinità principale, la cui guida rendeva prospere le terre del Regno.

Valarian era un territorio pianeggiante, reso fertile grazie alle immense opere di canali fatte costruire un secolo prima dall'allora Reggente Panisius, detto “Il Giusto”.

Tre secoli dopo, i suoi discendenti avevano fatto sì che le condizioni di vita del paese migliorassero ancora di più.

In particolar modo, sotto la guida di Theodorus, detto l'Illuminato, il Regno di Valarian era giunto al massimo del suo splendore.

La costa Valariana, lambita per la maggior parte di territorio dal mare, lasciava spazio a un vasto entroterra pianeggiante, esteso fino ai monti del Kathan Orientale ad Occidente, confinante con la foresta di Kaliwan a Nord e con le alture di Tahara a Nordest.

Fra i Regni di Vandoria, Valarian era quello più fertile, esteso e ricco.

Essa tuttavia, non era solo questo, era un'ideale di civiltà da seguire, a cui tutti miravano, riferimento di ciò che una Nazione doveva essere.

In quale altro Stato, se non Valarian, una donna avrebbe mai potuto vantare diritti di parità con un uomo o poter presiedere il Consiglio di una Gilda?

Ciò nonostante, anche nella perfetta Nazione Valariana, nemici di ogni genere tramavano contro la saggia Reggenza.

Da oltre centocinquanta anni, una speciale guardia, chiamata Kossar, creata a tal proposito fra i più degni cavalieri, vigilava per preservarne l'integrità.

Costoro erano l'elite da combattimento di Valarian, uomini addestrati da anni di duri allenamenti ad un unico fine, proteggere il proprio Re.

Antheon, unico uomo della storia di Valarian a poter vantare, nonostante la giovane età di trent'anni, il doppio ruolo di Primo Generale d'Armata e Comandante dei Kossar, nonché primo fra loro in bravura, aveva preso la faccenda ancora più sul personale.


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