La valigia di Nino

Claudio Santucci

Le sedie di plastica, qualcuno le chiama di resina, sono oneste. Sì, sono oneste, e la cosa non è riferita al prezzo. Sono oneste perché sono come le persone vere, tutta sostanza. Non hanno nulla di superfluo, di fine a se stesso, ma hanno tutto quello che occorre per essere come ci si aspetta che siano. Ci si sta senza sorprese. Passano, quasi indenni, le intemperie della vita e fanno sempre la loro parte senza tirarsela, senza far pesare la cosa. Si ingrigiscono un po’ come i capelli di un uomo che vive le proprie emozioni, le proprie gioie e amarezze. Restano sempre lì, ad aspettare il prossimo temporale o il prossimo solleone. Sono di tante forme, semplici, complesse e permettono di concentrarsi o sui propri pensieri, le nostalgie, i rancori, o di pensare solo alle persone che si hanno di fronte. Loro sono lì, ci puoi contare, non devi pensare a cosa faranno. Sono lì. Così, puoi far vagare la mente e pensare, ad esempio, a un ballo, senza preoccuparti di rovinare la tappezzeria. Cosi le sedie di plastica. Offrono spunti e punti di sostegno per andare esclusivamente alle cose della vita. Le sedie di plastica sono un modo di vivere.

Nino è un giovane uomo, stagionato, però, da tante cose accadute, da tante battaglie. Tutti lo chiamano così anche se non è più un bambino, ma da queste parti, quella dei soprannomi è una vera e propria arte, una filosofia di vita. Lo chiamano cosi perché è arrivato in questo paese, praticamente, senza documenti, gli hanno affibbiato questo nomignolo che si porterà nella tomba. Un nome vero ce l'ha, ma non lo usa nessuno, forse non lo sa nessuno. Ha iniziato la sua vita di figlio di emigranti, facendo mille mestieri, tutti faticosi, tutti sporchi. Ha iniziato a farsi capire usando, uno slang non scritto misto tra italiano e la lingua di qua. Era lo zimbello dei borghesi benpensanti. Insomma, ne ha passate davvero tante. C’è stato, anche, qualche soggiorno nelle galere le quali non si possono definire patrie perché questa non è la sua patria.Adesso ha una bottega nella città dove è cresciuto e nella comunità italiana è considerato, senza dubbio, come una persona seria. Qui, la festa della mamma è una cosa importante. Tutti dicono che siamo un popolo di mammoni no? Luminarie, musica, bandiere da tutte le parti, lasagne trasfigurate rispetto all'archetipo originario, idealizzato e cambiato in mille racconti, passati di mano in mano.

Nino è seduto ai margini dello spiazzo e sta carezzando il bracciolo della poltroncina di plastica, dove è seduto. Ci batte la mano sopra a tempo di una musica, tipo tarantella. Questo ritmo sta imperversando fin dalle prime battute del raduno. Da un albero all’altro sono stese file di lampadine colorate, alternate a bandierine tricolori. Fa un po’ freddo all’aperto nonostante la stagione, ma lasagne, carne e vino svolgono una efficace operazione di contrasto. Il suonatore di fisarmonica è bassino e tarchiato. Da dietro lo strumento, con tanti inserti in madreperla, sporge solo la faccia paonazza, congestionata dallo sforzo dell’esecuzione e da un numero di brindisi impegnativo anche per il fegato più robusto.

Nino è in compagnia di nonno, uno dei primi emigranti arrivato qui, da tempo immemorabile. Hanno in mano un piatto di carne molto calda e molto speziata.

«È brava tua madre a cucinare.»

Nino ha la bocca stracolma e farfuglia.

«Mmmm è fantastica, mi mancherà anche per questo.»

«È giusto che tu provi ad avere un sogno più grande di quello che hai realizzato qui. Questa è una piccola città e più di tanto non si può fare. Il mondo è grande e pieno di cose da fare e molto promettenti. Vedi io sono malato, lo sai, non so davvero quanto ancora posso vivere, ma vorrei che mi portassi con te. Una nuova avventura sarebbe fantastica.»

Nino posa il piatto e riempie il bicchiere con vino rosso molto denso.

«Ma che dici nonno, tu camperai altri cento anni e, comunque, tu sei sempre con me.»

Si batte il petto per rafforzare questo concetto. Il vecchio lo carezza.

«Se vuoi trovarti bene non pensare mai a quello che è stato. Nella valigia porta i ricordi, quello sì, ma non i rimpianti, i rancori, le cose brutte. Queste cose sono un bagaglio troppo pesante da trascinarti dietro, credimi. Non devi più pensare a quello che ti ho raccontato. Non puoi portarti dietro pure l’odio, sarebbe insopportabile.»

Nino sorride si alza, posa il piatto sulla sedie e si avvicina al vecchio per baciarlo.

«Non posso fare finta di niente. Porterò con me, nel mio cuore, tutto quello che mi hai detto e che non sapevo. È il destino di noi emigranti. Io devo affrontare la mia vita, devo capire che uomo sono, devo sapere dove posso arrivare. Devo sapere chi sono.» e rimane fermo a fissarlo negli occhi.

«Non ci fare caso se tua madre non ti parla. Le passerà. Ha un cuore enorme e generoso, io lo so come nessun altro.»

Nino si gira e nota che lei li sta guardando da lontano. Ha i capelli ancora neri nonostante gli anni, il fazzoletto colorato, sempre presente, poggiato sulle spalle. Come si accorge di essere stata notata si gira e si allontana. Non la vorrebbe lasciare così, vorrebbe parlarle, spiegare ancora, ma è ora di andare, il viaggio è lungo e, oramai, la decisione è presa.


Ti è piaciuto? Lascia un tuo commento…

Il concorso

Questo libro è un inedito che partecipa a Extraself, il concorso che mette in palio una serie di servizi editoriali completi per produrre un'opera di qualità sia nei contenuti, sia nella forma: editing, grafica di copertina, realizzazione ebook… e naturalmente la vetrina di Extravergine d'autore!

Per mandare in finale questo libro lascia un like alla copertina sulla nostra pagina Facebook.

E non dimenticarti di commentare: se il libro vincerà potrai essere tra i 5 fortunati che ne riceveranno una copia in omaggio!


kindlevoyage

Da scoprire…

  • hodoeporicon
  • fughe
  • quella-notte-il-vento
  • ex-tenebris
  • jailbait
  • tutto-brucia-tranne-te
  • verita-prima
  • io-sono-nina
  • la-quarta-bambina
  • la-scelta
  • qualcuno-che-ti-protegga
  • secondo-lungo-vita
  • angelo-bassiano
  • estratti-dautore
  • nervi-orlo-crisi-gente
  • non-hai-mai-capito-niente
  • altra-stanza
  • biglietto-sola-andata
  • melody-mondo-armonia
  • dazeroadiecimila
  • ormeantiche
  • banana-latina
  • l'ombra del serpente
  • ritrovarsi forse
  • le ossessioni del pinguino forse
  • ascoltando la pelle


promo
bibisco