La trappola

Carla Croce

L'ennesima sigaretta gli bruciava tra le dita, accigliato sui fogli sparsi sulla scrivania, Renzo controllava i conti, compito arduo riuscire a far quadrare le molte uscite e le poche entrate, le cose non andavano come prospettato, soprattutto dopo l'incidente.

Gli affari della società investigativa che lui e il suo socio Daniel gestivano, andavano a gonfie vele permettendo loro uno stile di vita molto agiato poi, c'era stata quell'ultima indagine, quel caso dapprima così semplice e che avrebbe portato un proficuo guadagno, ma il destino a volte presenta un conto molto più salato e a farne le spese fu proprio Daniel, suo socio e grande amico.

Cosa avrebbe potuto fare ora, imprigionato da quella dannata sedia a rotelle? Doveva decidersi a chiudere la baracca, come più volte gli aveva suggerito suo figlio Cristian. Si rendeva conto che non sarebbe più stato in grado di svolgere quella professione da solo, ma non sapeva arrendersi; tramite le molte conoscenze nella polizia e tra i vecchi amici, stava cercando qualcuno disposto a entrare in società con lui per continuare quella che era la sua attività da sempre, ma soprattutto, che lo potesse aiutare a risolvere il caso che lo aveva costretto all'immobilità e con il rimorso più grande, la morte del suo amico Daniel.

Con un gesto di stizza spazzò a terra tutto ciò che si trovava sulla scrivania e per qualche minuto stette immobile, gustando il risultato del suo sfogo. Non era riuscito a salvare Daniel, non doveva succedere, non se lo sarebbe mai perdonato, ma la cosa che ora occupava i suoi pensieri era una soltanto: farla pagare al colpevole.

Renzo ricordava bene quella volta che Daniel si era invaghito della moglie di un cliente disperato per il tradimento subito. Fu un'amara sorpresa quando, ingrandendo le foto che aveva scattato, scopri il collega in atteggiamenti "poco professionali" con la donna e fu costretto a cancellare le prove.

"Tu mi farai impazzire! Ma proprio con una cliente dovevi metterti?"

"Cosa vuoi che ti dica? Lo so, non è professionale, ma...l'hai vista bene?"

Mentre Daniel continuava la sua vita da scapolo impenitente, Renzo era pronto al grande passo.

Paola aspettava un bimbo, ma non fu quello che influì sulla decisione di sposarsi, era un loro desiderio già da tempo, quella notizia servì solo ad accelerare i tempi, ma decisero di aspettare il lieto evento per coronare il loro sogno, avrebbero celebrato matrimonio e battesimo contemporaneamente, sarebbe stato l'inizio di una vita insieme.

Renzo avrebbe voluto assistere alla nascita del loro bimbo, di solito, nei momenti più importanti succedeva sempre qualche impedimento, ma non sarebbe successo quella volta.

Quel pomeriggio aveva sostituito Daniel in un pedinamento, Renzo era stato contattato da un imprenditore che sospettava un suo dipendente di furto e voleva averne le prove certe, dalla sua fabbrica erano sparite alcune confezioni di materiale elettrico e non era la prima volta. Renzo appostato nei pressi della stazione Principe con la macchina fotografica pronta, aspettava il momento giusto, il sospettato era già stato individuato, due ragazzi arrivarono con un furgone che affiancarono all'auto dell'uomo. Renzo fotografava ogni movimento: il cofano dell'auto aperto, i tre uomini che armeggiavano con la refurtiva e, cosa probabile, contrattandone il prezzo. Il cellulare squillò in quel preciso istante, ma Renzo non poteva rispondere.

"Non ora accidenti!"

Passarono alcuni minuti e i tre individui molto probabilmente avevano raggiunto un accordo, infatti tre scatoloni furono spostati dall'auto all'interno del furgone. L'ultimo scatto di Renzo fissò il momento della consegna di una busta, che conteneva con molta probabilità i soldi per la refurtiva.

"Fatto! Ecco le prove!" Renzo era soddisfatto, si diresse verso la macchina e una volta dentro tirò fuori il cellulare, il suo cliente doveva essere informato, si accorse di aver ricevuto un messaggio di sua cognata.

"Auguri papà, in anticipo ti saluta Cristian."

"Ma come in anticipo? Ma no!" Suo figlio, era nato suo figlio!

E poi ancora quel brutto ricordo...

…Il rumore delle lamiere squarciò il silenzio nella collina. L'auto riversa su se stessa, giaceva a lato della strada. Il fumo usciva dai rottami mentre qualcuno, nell'auto ferma lì vicino, sembrava gustarsi la scena.

"Questo succede a essere curiosi! Andiamo, prima che arrivi qualcuno."

Uno stridio di gomme e l'auto partì imboccando una strada secondaria.


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