La fatalità di un istante

Denise Lorella Narducci

UN ISTANTE PUÒ ESSERE FATALE QUANTO LA SEDUZIONE

Mi presento, sono una delle protagoniste oltre che l'autrice di questo romanzo, Denise Lorella Narducci, scrittrice e Dj nel romanzo e nella realtà quando posso, per esprimere anche la mia passione musicale oltre quella letteraria.

Circa un anno fa un weekend come tanti, dopo una settimana di lavoro ero pronta a trascorrere una bella serata, ero ospite in un locale che già frequentavo nelle vesti di Dj, ma quella sera dovevo esserci per tenere anche lì un breve discorso di presentazione del saggio che avevo di recente pubblicato e per rispondere all'intervista di una giornalista che mi aveva contattata molto educatamente, erano presenti amiche e amici più intimi, qualche familiare e clienti abituali del locale. Non avrei mai immaginato quella sera che nel pubblico fosse presente anche una donna che in un istante mi sconvolse: stavo andando verso il bancone per ordinare una bottiglia di prosecco, che preferisco oltre lo champagne, ma sentivo qualcosa che era come se mi stesse chiamando, non era una voce, era però qualcosa di forte, qualcosa di magnetico tipo una calamita, avvertivo un richiamo corporeo che mi costringeva a girarmi, un effetto chimico nell'aria che si avvicinava sempre più a me….era lei, quella donna che mi faceva impazzire quando da piccola la vedevo! Non ci riuscivo a credere, quando mi girai incontrai i suoi occhi, lei già la conoscevo ma non avevo avuto occasione prima di “incontrare i suoi occhi”, forse perché io ero allora troppo piccola e lei non avrebbe potuto guardarmi nel modo in cui tutt'oggi mi guarda; io credo che fisicamente possiamo incontrare tante persone, ma con gli occhi puoi incontrare solo chi è a te affine, chi interiormente è composto della stessa tua materia indipendentemente dalla struttura fisica (che è naturalmente diversa). Sono proprio quelle poche persone se si ha la fortuna o sfortuna di incontrarle, che ci lasceranno il segno, un segno che può diventare indelebile anche in un solo istante, come l'istante maledetto in cui il suo sguardo mi cercava e il suo corpo mi attraeva a lei, eravamo come due calamite; il famigerato colpo di fulmine forse può avere simili effetti, però il nostro non era un colpo di fulmine perché avevamo una conoscenza previa di anni indietro, io piccola e lei una donna che già da allora in realtà mi catturò diventando anche la protagonista dei miei sogni erotici, all'epoca più che ammirarla e sognarla non avrei potuto fare. Ricordo quando casualmente la incontravo, qualsiasi cosa stessi facendo mi distraevo e mi fermavo per ammirarla, solo lei ammiravo in quel modo, come se mi ipnotizzasse e, so perché: ha una bellezza fuori dal comune e non classica, particolare e insolita, una seduttrice nata con una sensualità altrettanto innata che esprime anche solo con un gesto, il massimo della femminilità, insomma a dir poco irresistibile e ovviamente pensavo che non l'avrei mai avuta, o almeno non come desideravo già da piccola.

Quella fatidica sera la rividi esattamente così come ve l'ho descritta, stesse caratteristiche e con un fascino ancora più accentuato forse perché era diventata ancora più donna; premetto che la conoscevo soltanto di vista, a parte aver scambiato qualche parola con lei perché conosceva anche mia madre, mi sembrava talmente irraggiungibile che anche se mi è capitato poi dopo anni di rivederla non mi sono avvicinata, un po forse anche per timidezza. Comunque sembrava che il tempo per lei non fosse passato, era come la ricordavo, impressionante! Dopo aver incrociato i nostri sguardi ci abbracciammo ma sembrava come se ci stavamo solo salutando e ci conoscevamo da tempo, strana sensazione perché come vi ho detto non avevamo confidenza, io: «sei proprio tu Sophia? Ma sei rimasta uguale, hai fermato il tempo, come fai? Come mai sei qui?» Sophia: «Denise tu sei diventata bellissima, eri bella già da piccola ma ora sei una donna, ti ho vista su Facebook, ho visto quello che scrivi e che hai pubblicato un libro, invece di scriverti ho pensato di venire a salutarti in persona questa sera perché avevo letto anche che devi fare un discorso inerente il tuo libro e vorrei ascoltarti»; immaginate il mio battito cardiaco come aumentava, avevo la tachicardia, in quel omento la donna che io ammiravo così tanto da piccola, stava ammirando me ed era lì per me, ero emozionantissima e le dissi finalmente ciò che ho appena detto anche a voi, in poche parole che era la donna dei miei sogni e mi emozionavo già quando mi salutava da piccola, ha un sorriso meraviglioso e sorrideva compiaciuta mentre glielo confessavo. Confesso anche a voi una cosa: anche io cercai lei su Facebook, il social network che tutti conoscete può essere a volte davvero utile, la cercai perché ero curiosa di vedere com'era (se era iscritta) e sinceramente volevo sbirciare anche se era single, ricordavo che qualche anno fa che tornai da Valencia perché vivevo lì, lei era impegnata, altrimenti credo non avrei aspettato per ricercarla; comunque vidi la sua foto e anche che era single, a dire il vero lo avevo già saputo tramite amicizie che ora abbiamo anche in comune e per questo anche la cercai e le inviai anche una richiesta d'amicizia che lei accettò prima di venire da me quella sera. Sophia: «Ti ho accettato anche l'amicizia, credo che ci siamo cercate contemporaneamente su Facebook, sono rimasta estasiata sia per come sei diventata bella che per il tuo successo e le tue capacità»; io: «sinceramente sono rimasta anche io estasiata a vedere che non sei cambiata dopo tanti anni, la tua particolare bellezza è sempre inconfondibile, ma poter conoscere anche il tuo interiore oltre l'incantevole esteriore che da sempre mi attrae, mi farebbe davvero piacere»; mi guardava intrigata e interessata, forse capii più di quanto lei volesse farmi capire già da quella sera, percepivo sensazioni che parlavano senza la necessità dI parole, semplicemente con la voce dell'emozione che entrambe stavamo provando e la voce dell'emozione per me è quella più vera; io credo molto nella chimica, nelle sensazioni e anche nella cosiddetta “sensazione a pelle”, se una persona mi interessa scatta subito qualcosa, altrimenti difficile che possa scattare in seguito.

La invitai a bere un prosecco con me, a quel punto ordinai una bottiglia facendola accomodare al privé, avevo un po di tempo prima del discorso e poi dopo il discorso avevo l'intervista, quindi volevo approfittare; anche lei bevitrice di prosecco e vino, che sono le bevande che io preferisco anche per accompagnare pietanze gastronomiche, parlavamo come se avessimo sempre parlato, un dialogo e un feeling che magari si potessero creare con ogni persona che vorremmo. Mi raccontò un po la sua vita ed io a lei la mia, sentivo che quell'incontro sarebbe stato l'inizio di tanti altri e che tra di noi c'era qualcosa, forse quel qualcosa che io avevo da sempre desiderato, ma percepivo che anche lei lo desiderava, sono reduce di anni di esperienza a contatto con le donne e quindi credo di saper intuire quando provano un certo interesse nei miei confronti. Le chiesi se si era accorta il modo in cui la guardavo da piccola e mi raccontò un episodio in cui ci fece caso in modo particolare: io ero ad una scampagnata e anche lei allo stesso posto, istintivamente mi disse che si girava a guardarmi, poi si avvicinò a salutarmi e mi chiese anche di mia madre, mi disse che sentì una bella sensazione mentre io la guardavo, che il mio volto le restò impresso e le piaceva; l'unica cosa che mi viene da pensare è che quello che stavamo scoprendo quella sera c'era sempre stato, ebbi la sensazione come se lei mi stesse aspettando in quel locale da anni, perché io e lei dovevamo conoscerci e quindi io stavo conoscendo quella donna che mi faceva impazzire. Il tempo volava in sua compagnia e non smettevamo di parlare, però io dovevo discutere il mio saggio e quindi interrompere quel magico momento, così le chiesi se dopo il discorso voleva aspettarmi il tempo di terminare l'intervista con una giornalista che sarebbe venuta appositamente e poi avremmo potuto continuare la serata magari terminando anche la bottiglia di prosecco o prenderne un'altra, disse subito di sì e che mi avrebbe aspettata con piacere. Non vedevo l'ora di terminare con i miei impegni per stare con lei, ero emozionantissima, sembrava si stesse avverando un sogno; durante il mio discorso incrociavo spesso il suo sguardo e notavo quanto era appassionata, a fine discorso si complimentò con me e mi disse che tutto ciò che avevo detto era veritiero ed estremamente interessante, avrebbe letto sicuramente il mio libro.


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