intervista

Quattro chiacchiere con M.G.L. Valentini

Il suo nome completo è Monica Maria Giovanna Lucrezia Valentini ed è la protagonista dell’intervista di oggi. Autrice molto prolifica è nella nostra vetrina con diversi titoli ad ambientazione storica, l’ultimo dei quali è I cavalieri del Principe Nero.

Qual è stata la “scintilla” da cui è nato il tuo libro?

La “scintilla” è stata un documentario sulla Seconda Guerra Mondiale che si riallacciava alla Prima. In quel preciso momento ho avuto una folgorazione e mi sono domandata in quale altro periodo storico gli uomini si fossero combattuti in una guerra per poi ritrovarsi alleati in quella successiva. E la risposta è nata da sola: la Guerra dei Cento Anni. Da lì il passo è stato breve, anche se ho dovuto studiare tanto.

Quali sono i tuoi segreti per scrivere un libro di qualità?

Non ho segreti particolari. Ho sempre scritto di getto, mettendo nero su bianco quello che la mia mente immaginava in quel momento. Il segreto più importante che rende grande un libro è sicuramente la cura della grammatica, seguita da quella per la sintassi, la forma, il lessico, lo stile e l’impaginazione.

Nel tempo ho imparato a individuare i miei errori grazie all’esperienza con un editor e oggi riesco a individuarli più facilmente di prima.

Chiaramente la storia narrata ha un ruolo fondamentale e deve avere un certo spessore, deve essere svolta bene e, se si tratta di un romanzo storico, deve essere documentata e attendibile. Forse il mio segreto è che studio tanto prima di scrivere.

Cosa ti piace e cosa no del mondo Self Publishing?

Questa è una domanda impegnativa. Parto con il lato positivo: il Self Publishing ha dato possibilità agli scrittori di farsi conoscere, anche senza l’aiuto delle case editrici.

Il lato negativo è che troppi scrittori improvvisati pubblicano opere il cui risultato non sempre è quello sperato.

Perché ti sei candidato alla selezione di Extravergine d’Autore?

Perché partecipare alle selezioni di una pagina accreditata come la vostra, mi spinge a fare sempre di meglio. Il semplice fatto di poter far parte di questa associazione mi inorgoglisce, perché significa che il mio “imbrattare carta” vale qualcosa e questo qualcosa potrà essere conosciuto dal vostro pubblico.

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