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Scrivere in prima persona: 7 suggerimenti

Gli autori esordienti amano scrivere racconti in prima persona. Spesso perché, sotto sotto, le storie che scrivono appartengono alla loro storia di vita personale. Oppure perché la prima persona è ritenute sovente (ma erroneamente) più facile. O ancora perché coinvolge di più il lettore.

Qualunque sia il motivo per cui stai scrivendo (o scriverai) un racconto in prima persona, voglio darti 7 piccoli suggerimenti per sfruttare al meglio e senza cadere nella banalità questo punto di vista narrativo.

1. Inizia con azioni rivelatrici

Raccontare in prima persona porta spesso a far prevalere il lato riflessivo del personaggio. Che ne dici, invece, di far iniziare il racconto con il tuo personaggio in azione?

Pensa: cosa potrebbe fare il tuo protagonista per creare interesse immediato nel lettore? Prova azioni che:

  • creino suspense o inquietudine (es. “Sollevo il corpo il più attentamente possibile, per non lasciare lividi, e lo spingo lentamente verso il bordo della barca.”)
  • creino curiosità empatica (ad esempio, “Lo tengo insieme fino a quando l’ultima persona ha lasciato l’edificio e lo spezzo solo raggiunta la relativa privacy del parcheggio”).

Mostrare il tuo personaggio principale in una situazione che genera forti emozioni o grandi domande, stuzzica il lettore promettendogli che ci sarà molto di più nella storia.

2. Non dire al lettore tutto in una volta

Parte di ciò che rende un incipit efficace (sempre, ma ancor di più quando la storia è narrata da un punto di vista privilegiato come quello del protagonista) è quanto poco esso rivela sulle circostanze narrate.

Nel primo degli esempi precedenti, il lettore potrebbe chiedersi: “Di chi è il corpo? Il protagonista è un killer?”

Questo è un elemento importante per iniziare una storia in prima persona in modo efficace e originale: presenta gli aspetti più interessanti sul tuo personaggio un poco per volta.

Pensa a quando incontri qualcuno per la prima volta: se ti raccontasse subito tutto di lui vorresti rivederlo? Lo stesso vale per i tuoi personaggi: un piccolo mistero ci spinge a volerne sapere di più.

3. Rendi la voce del tuo personaggio identificabile fin dall’inizio

Molti scrittori commettono l’errore di rendere le voci dei narratori in prima persona troppo simili alle loro, trasformandoli in una sorta di megafono delle idee e dei pensieri dell’autore. Il risultato: personaggi piatti e privi di personalità.

Se vuoi una narrazione in prima persona che funzioni devi invece rendere la voce del tuo personaggio unica fin dall’inizio. Fallo con:

  • Personalità: il tuo personaggio è ottimista o negativo? Forbito o sempliciotto?
  • Lingua: il tuo protagonista e verboso o parla l’essenziale? Volgare o rispettoso?
  • Scegli tre o quattro parole che piacciono al tuo personaggio: potrebbero essere gli aggettivi che usa più spesso
  • Qual è il tono del tuo personaggio? Buffo o serio? Ansioso o tranquillo? Sarcastico o sincero?

4. Rendi attiva la voce del tuo protagonista

Confronta la forma passiva:

“Sono stato condotto alla casa sulla spiaggia, poi la mia guida mi ha detto di aspettare mentre scompariva sul retro.”

con quella attiva:

“Ho seguito la mia guida fino alla casa sulla spiaggia. «Aspetta» disse, scomparendo sul retro.

Nel secondo esempio, è evidente il senso di coinvolgimento; siamo di fronte a un narratore in prima persona che agisce nel suo mondo anziché essere semplicemente spostato all’interno di esso. Percepiamo maggiormente il personaggio come una persona reale che fa delle scelte e può prendere decisioni di sua spontanea volontà, vivendo l’esperienza dalla sua prospettiva.

5. Fa che il lettore veda attraverso gli occhi del tuo protagonista

Uno dei modi più semplici per rendere inefficace la narrazione in prima persona è mettere dei filtri tra il lettore e i sensi del protagonista.

Confronta la forma:

“Ho visto che fuori aveva iniziato a piovere”

con:

“Fuori ha iniziato a piovere”.

C’è una bella differenza, vero? Nel secondo caso la comunicazione è immediata, senza filtri, più coinvolgente.

E ancora: “Ho sentito un rumore avvicinarsi, metallico e spettrale”, contro “Il rumore si avvicina, metallico e spettrale.” In uno il lettore sta fuori e vede il protagonista ascoltare; nell’altro è nella sua testa e ascolta con lui.

Rendere quindi attivo anche il punto di vista aiuta in modo sostanziale a dare genuinità alla narrazione, coinvolgendo maggiormente il lettore.

6. Lascia che il tuo personaggio si confidi con il lettore

Un modo per iniziare in modo efficace un libro in prima persona è far sì che il tuo narratore porti il lettore nella sua zona di comfort. Segreti e rivelazioni intime creano curiosità ed empatia. Come lettori, avere la fiducia del protagonista ci fa sentire parte (e anche complici) di qualcosa d’importante.

7. Non dimenticare i personaggi secondari

Solo perché la tua storia è raccontata con la prospettiva del protagonista, non significa che l’attenzione deve essere concentrata su di lui.

Potresti usare la sua voce per raccontare indiscrezioni su personaggi che devono ancora entrare in scena, aumentando la curiosità nel lettore e il desiderio di proseguire la lettura.

Oppure potresti addirittura decidere che il narratore in prima persona non è in realtà il protagonista della storia, che invece è un altro personaggio, di cui la voce narrante si fa biografo.

 

E tu, stai già seguendo questi consigli? O ne hai altri da suggerire? Raccontacelo nei commenti!

 

One thought on “Scrivere in prima persona: 7 suggerimenti

  • Isabel Giustiniani

    Ho cominciato a scrivere in prima persona per gioco (sul serio: per partecipare a un gioco) e mi son trovata talmente bene che è diventata la mia forma narrativa preferita.

    Rispondi

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