intervista

Quattro chiacchiere con Roberta Marcaccio

Nell’intervista di oggi conosciamo meglio Roberta Marcaccio, autrice attiva da diversi anni e con all’attivo testi pubblicati con editore e in auntonomia. Su Extravergine d’autore è stata selezionata con il romance “Ti raggiungo in Pakistan”.

Parlaci di te: com’è nata la passione per la scrittura

Ho sempre amato i libri; e la scrittura in ogni sua forma. Tutto ciò che è impresso in qualche modo su carta ha su di me un’attrattiva incredibile, un potere seducente. Dico “in qualche modo” perché potrebbe trattarsi anche di un diario scritto a mano (di cui ho i cassetti pieni), disegni o appunti su fogli sparsi, poesie scarabocchiate in agende che poi dimentico, ma soprattutto libri, in libreria, in casa mia o di amici, insomma, basta che siano parole scritte e per me non esiste altro.

Ho capito che tutto questo amore per la scrittura poteva tradursi in qualcosa che assomigliasse a una storia il giorno in cui risposi alla mail di un amico, che non sentivo da tempo, nella quale mi chiedeva come stavo. Il risultato fu la stesura di un racconto durante il quale provai emozioni intense e travolgenti.

Ripensando poi al mio passato di fanciulla sono riemersi ricordi legati al mio desiderio di scrivere, e a qualche tentativo embrionale di romanzo, che attestano una passione innata. Ovviamente il cammino è stato molto lungo, oserei dire che nel mio caso non sia ancora finito, ci sono passaggi obbligati nella carriera di uno scrittore e prima di accaparrarsi tale titolo occorre percorrerli tutti.

Quali sono gli errori che ti hanno fatto diventare una scrittrice migliore?

Il primo è stato quello di essere convinta di saper scrivere e, dopo aver sbattuto contro il primo muro, ho fatto un passo indietro, osservato con occhio critico i risultati del mio lavoro e poi sono tornata a scuola.

Il secondo è stato quello di avere fretta. La scrittura vuole calma, tempo e una dose consistente di follia e anima: ingredienti indispensabili.

Infine due consigli che per me sono stati utilissimi: cercare recensioni critiche e prendersi tempo per fare maturare la scrittura. Cercare recensioni critiche significa che è importante farsi leggere da chi non ci conosce, chiedere un feedback e accettare eventuali commenti non sempre positivi; su questi commenti poi occorre ragionare a mente aperta e guardare la propria scrittura come fosse quella di un altro. Prendersi tempo per fare maturare la scrittura significa che essa deve crescere con l’autore in uno scambio continuo; significa leggere tanto, studiare gli altri scrittori, guardare il mondo con occhi vivi e cercare storie attorno a noi; significa non scrivere neanche una parola fino al giorno in cui la nostra anima non pretende di buttare fuori ciò con cui l’abbiamo alimentata. Credo che sfornare un libro dietro l’altro non sia sinonimo di essere uno scrittore migliore; per assurdo potrei diventare uno scrittore migliore non scrivendo più nulla fino alla fine dei miei giorni.

Quali sono i tuoi segreti per scrivere un libro di qualità?

Credo che per raggiungere la qualità, in scrittura come nella vita in genere, occorra essere molto critici con sé stessi, non considerarsi mai arrivati e non avere fretta.

Nel mio caso io perdo moltissimo tempo a studiare la storia e, anche quando ho il materiale pronto per la stesura, aspetto il momento giusto.

Lavoro tantissimo con le revisioni che devono essere distanziate e a mente rinnovata (devo avere rimosso ciò che ho scritto) e mi affido a editor professionisti che mi picchiano a più non posso per i miei orrori (scherzo, ovviamente) aiutandomi a capire cosa fare e cosa no. Il lavoro con l’editor è la migliore scuola di scrittura di qualità che esista.

Perché ti sei candidata alla selezione di Extravergine d’Autore?

Perché cercavo una valutazione estranea e obiettiva da parte di qualcuno che non mi conoscesse e fosse in grado di fare una recensione critica e assolutamente non di parte del mio lavoro. Desideravo inoltre che il mio romanzo, se considerato di qualità, potesse evidenziarsi rispetto alla moltitudine di prodotti auto-pubblicati che spuntano ogni giorno nelle vetrine delle librerie on line.

E sono contenta di averlo fatto!

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