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10 pessimi motivi per scrivere

La parola ai nostri autori


articolo di
Andrea Micalone

Prima di lasciarvi a questo decalogo, debbo fare un paio di chiarimenti.

Innanzitutto è ovvio che in esso troverete dell’ironia, dunque non prendete tutto per oro colato.

Per seconda cosa tengo a precisare che, in questo articolo, con il termine “scrivere” intendo esclusivamente lo “scrivere un’opera narrativa (racconto, romanzo, ecc.)”. Dunque sono esclusi dalla lista coloro che vogliono scrivere diari segreti, che scrivono per sfogarsi, per curarsi, per vendetta, ecc.

Se quindi stai pensando di iniziare o pubblicare un’opera letteraria di genere narrativo, ricorda che non si scrive per

1 – sfogarsi.

Se vi sentite insoddisfatti, se avete bisogno di togliervi un sassolino dalla scarpa, se necessitate di liberarvi di un peso, non dovete farlo scrivendo. I vostri problemi non interessano a nessuno.

2 – curarsi.

Chiarirsi le idee, razionalizzare un concetto o risparmiare sullo psicologo non sono buoni motivi per scrivere. Se i vostri problemi personali non interessano a nessuno, figuriamoci il risolverli!

(Invece fingere di autopsicanalizzarsi come metodo narrativo, in stile “Coscienza di Zeno”, è interessante e legittimo, ma è tutt’altra faccenda).

3 – vendetta.

Se la ragazza vi ha lasciati, non raccontate la vostra storia per dimostrare al mondo che voi avete ragione. Non interessa a nessuno chi ha ragione tra lui o lei. Le persone alla fine vogliono soltanto sapere se i due si rimettono insieme o si lasciano del tutto.

4 – dimostrare una tesi politica o religiosa.

Nel corso della storia ci sono state migliaia di persone che hanno creduto il contrario, e hanno costretto altre migliaia di persone a dare loro ragione. I risultati sono stati disastrosi: artisticamente e non.

5 – passare il tempo.

Giocare a scacchi per hobby e partecipare a gare ufficiali sono due cose diverse. Se vi piace giocare soltanto per svagarvi, non potete offendervi se poi vi iscrivete ai tornei e perdete.

6 – conquistare una persona.

Semmai lo si fa per allontanarla. Pensate a Dante, a Petrarca o a Leopardi. Non hanno mai conquistato nessuna delle loro desiderate, e loro erano molto più bravi di noi.

7 – sovrabbondanza di parole.

Quante volte si sente dire: “Trabocco di parole. Ne ho così tante che devo per forza buttarle fuori.”

Perché qualcuno dovrebbe voler leggere le parole che voi avete “buttato”?

8 – vantarsi.

Chi lo fa risulta di un’antipatia sconfinata, e qui c’è poco da spiegare.

9 – umiltà.

Scrivere per umiltà è semplicemente impossibile. Nel momento stesso in cui si prende una penna in mano si diventa presuntuosi, poiché si spera che almeno un’altra persona legga quel che noi abbiamo scritto.

10 – nessun motivo.

Dovete avere ben chiara la ragione per cui volete scrivere la vostra storia, solo quella e nessun’altra. E se la vostra ragione è sufficientemente chiara e sufficientemente ben argomentata nella vostra testa, potrete ignorare i nove punti precedenti.

 

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