editor per autori

Perché l’editor è tuo amico

Molti autori, che siano self publisher o alla ricerca di una casa editrice, vedono nell’editor un nemico, o peggio, lo ritengono un sadico che gode nello snaturare i loro pargoletti di carta partoriti con tanto sudore. Se anche tu credi che l’unico scopo di un editor sia stravolgere il tuo lavoro, ecco, allora questa serie di articoli è dedicata a te.

Abbiamo deciso infatti di usare l’esperienza in atto con “10”, la raccolta di racconti inedita vincitrice del nostro concorso Extraself, per mostrare agli autori che ci seguono cosa significa trasformare un manoscritto in un testo pronto per la pubblicazione. Molti scrittori alle prime esperienze, infatti, ignorano completamente quale sia questo percorso e, abituati alla immediatezza del web e delle piattaforme social, sono convinti che il libro sia finito una volta scritta l’ultima parola.

Quello è solo l’inizio.

Il passo successivo dovrebbe essere rileggere completamente la tua opera, e riscrivere tutto ciò che sembra non funzionare. Quando il testo ti sembra esprimere il meglio che puoi dare, fallo leggere a qualcuno. Una persona fidata e soprattutto sincera, che ti sappia dire come lettore quale potenziale vede nel tuo libro. Il motivo per cui devi fare ciò è duplice: il primo, ovviamente, avere un’opinione diversa dalla tua. Il secondo è evitare di sprecare tempo e soldi. Perché se il tuo amico è rimasto piacevolmente e sinceramente (sottolineo il sinceramente!) colpito dal tuo lavoro, allora è il momento di pensare alla pubblicazione. Il che significa trovare un editor.

Se vuoi pubblicare con una casa editrice, in realtà, prima devi trovare quella, poi ci penserà lei ad affidarti un editor. Se invece vuoi fare il self publisher serio, allora lo devi cercare eccome, e probabilmente il suo lavoro ti costerà minimo qualche centinaio di euro. Eccoli qua, tempo (di solito ne serve tanto per trovare una casa editrice!) e denaro: se il tuo amico non sarà stato sincero, rischi davvero di buttarli via…

Perché ti serve un editor?

Te lo stai chiedendo dall’inizio, vero? Ti chiedi perché non puoi fare tutto da solo. In realtà puoi, ma farlo bene non è affatto semplice come credi, e non è da tutti. Il motivo? Tu sei troppo innamorato del tuo libro. Questo amore ti acceca di fronte a problematica marchiane, e allo stesso tempo ti fa vedere l’editor come un nemico.

Un esempio preso da “10” di Rudy Mentale: si tratta di una raccolta di racconti ognuno con una nota bizzarra nella trama, 10 storie per l’esattezza, da qui il titolo del libro. Titolo che, molto probabilmente, non sarà questo, dato che in fase di editing abbiamo deciso di eliminare un racconto. Sì, hai capito bene, uno delle storie che l’autore aveva scelto per la sua opera non verrà pubblicata per “colpa” degli editor.

Io e Francesco, che ci stiamo occupando insieme di questa prima fase di analisi e riscrittura, non abbiamo avuto il minimo dubbio: per entrambi quel racconto andava eliminato. È scritto bene, certo, ma non c’entra nulla con gli altri racconti, non ne condivide l’atmosfera ed è molto più lungo. In una parola: stona. Lasciarlo significherebbe sminuire agli occhi del lettore il valore dell’intera opera. Ecco perché abbiamo chiesto a Rudy di scriverne un altro, dandogli anche qualche spunto creativo più in linea con il tema centrale della raccolta.

Sii sincero con te stesso, tu come avresti preso una simile intrusione nel tuo lavoro? Rudy Mentale ce l’ha raccontata così:

I rilievi e le annotazioni che mi sono state fatte finora le ho trovate corrette, sono molto curioso di vedere come si svilupperà il lavoro nei prossimi giorni. In generale le mie impressioni, dopo questi primi scambi, sono ottime: nello staff di Extravergine d’autore colgo una competenza e una professionalità che, nel mio piccolo ambito di scrittore non professionista, non avevo incontrato in altre operazioni di editing, affrontate anche a pagamento. Il lavoro svolto finora mi sta stimolando moltissimo, sono motivato e a mio agio con l’impostanzione data. Spero solo di essere all’altezza delle aspettative!

Ciò che voglio rendere palese con questo esempio è che, anche se può sembrarti diversamente, l’editor fa parte della tua squadra e lavora per il tuo stesso obiettivo: rendere il tuo libro migliore. Se accetterai di collaborare con lui in modo costruttivo ne gioverà il tuo testo, ma anche tu come autore.

Nelle prossime settimane vedremo anche più tecnicamente in cosa consiste il lavoro dell’editor e di tutte le altre figure professionali che ruotano attorno alla creazione di un libro. Nel frattempo, ti va di raccontarci nei commenti com’è il tuo rapporto con l’editor?

 

 

Facci sapere cosa ne pensi...