intervista

Quattro chiacchiere con Pee Gee Daniel

Oggi intervistiamo  Pee Gee Daniel, autore molto prolifico entrato nella nostra vetrina grazie alla sua esperienza self con il romanzo “2013“.

Qual è stata la “scintilla” da cui è nato il tuo libro?

C’era questo importante personaggio politico che, dopo essere stato vent’anni sulla scena della cosa pubblica, stava implodendo in una maniera peraltro particolarmente patetica e grottesca. In un’intervista aveva addirittura accennato di aver ricevuto minacce di morte. Questo fece scattare in me la trama del presente romanzo, che mi serviva poi a fare il punto definitivo su un potente tanto odiato e, contemporaneamente, molto votato dai miei conterranei. Un uomo a suo modo straordinario, i cui risvolti privati mi sono divertito a interpretare in questo giallo ucronico, più in generale insieme agli aspetti geopolitici più cruciali di quel recentissimo passato.

Quali sono i tuoi segreti per scrivere un libro di qualità?

I segreti sono due: scrivere ciò che ti piacerebbe leggere, ma, non meno importante, anche ciò che ti diverte scrivere. Se il soggetto o lo stile sono forzati viene poi dura portare a termine il lavoro.

Perché hai scelto di pubblicare in Self Publishing?

Ho pubblicato una decina di libri secondo le regole dell’editoria tradizionale, ma siccome sono uno che nella vita vuole provare tutto, ho voluto fare anche questa. Avevo questo testo un po’ fuori dalle logiche di una casa editrice regolare, che però mi è molto piaciuto scrivere e che ritengo valga la pena leggere. Così mi sono deciso ad autopubblicarlo e a vedere poi come potesse andare.

Perché ti sei candidato alla selezione di Extravergine d’Autore?

Perché è un sito ben redatto, tra l’altro graficamente molto convincente, che opera una giusta e quanto mai necessaria selezione nel mare magnum dell’autopubblicazione, che, come grande difetto, ha proprio quello di mancare virtualmente di filtri che discriminino tra testi degni di edizione e cialtronerie varie. Il merito di Extravergine d’Autore è appunto quello di intervenire su tale punto, dando meritoriamente spazio a opere degne di lettura. Interviene insomma a posteriori (al contrario della filiera editoriale più classica) aggiungendovi però un occhio critico e promozionale attento e utilissimo.

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