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Extraself: Isabel Giustiniani e Anna Maria Pusceddu

Si concludono oggi le nostre interviste doppie dedicate ai partecipanti del nostro concorso Extraself.

Oggi scambiamo quattro chiacchiere con Isabel Giustiniani, in gara con Il marchio di Sekhmet, intrigante romanzo storico, e Anna Maria Pusceddu, che partecipa con Regalami un’Anima, appassionante paranormal fantasy.

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Ecco come hanno risposto alla nostra breve intervista:

Raccontaci di te e della tua passione per la scrittura.

Isabel Giustiniani: Sono nata essenzialmente come lettrice. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori appassionati di libri e ho potuto così crescere in una casa con una libreria ben fornita nella quale mi divertivo a scavare in cerca di “tesori”. Ho scritto da adolescente, poi la vita mi ha portato altrove e, nonostante non abbia mai smesso di leggere, ho (re)iniziato a vergare fogli elettronici solo pochi anni fa scoprendo che la mia, più che una passione sopita, era proprio una parte di me troppo a lungo negata. Non dirò che scrivo perché non ne posso farne a meno o per seguire un impellente impulso interiore. Scrivo perché ho delle storie da raccontare e mi piace farlo.Anna Maria Pusceddu: Vivo in un piccolo paesino della provincia di Milano, con il mio grande amore: mia figlia Giulia, un’adolescente un po’ schiva, ma con diversi interessi, tra i quali la lettura, il canto, le lingue, il disegno, gli animali, la scienza. Come mia figlia, anch’io da piccola avevo diverse passioni, che sono poi sfociate nella scrittura. Ho sempre amato inventare storie. Da prima erano “legate” a un disegno, prevalentemente in bianco e nero, poi ho scritto diverse poesie, per passare infine al romanzo, saltando il racconto breve, in cui, per essere onesta, mi sono cimentata di rado, se non per piccole e delicate favole infantili. Mi è sempre piaciuto leggere, convinta che una buona storia sappia trasportare lontano, e a costo zero, il lettore. L’idea di suscitare emozioni, trasmettendo le proprie fantasie scritte, mi ha sempre affascinato.È un po’ come raccontare ad un altro i propri sogni, o le proprie paure. “Spogliarsi” di sé, per“rivestire” qualcun altro che ti ha “scelto” tra milioni di proposte letterarie, è un onore che uno scrittore esordiente dovrebbe sempre avvertire, oltre all’umiltà di saper ascoltare il giudizio degli altri, facendo però scelte indipendenti. La scrittura infatti, per me è questo: esporsi! Un grande atto di coraggio, se si considera, che per quanto ci si sforzi di nasconderlo, si mostrerà sempre una parte di sé. Inoltre è unlungo cammino che prevede l’incontro di più persone sulla propria strada, se si vuole raggiungere l’obbiettivo.

Com’è nata l’idea per il tuo libro? A cosa ti sei ispirato?

Isabel Giustiniani: Stavo scrivendo il secondo volume della mia serie thriller storica File JE60754 che tocca, in qualche capitolo, il tema dell’antico Egitto. Ho fatto molta ricerca storica, appassionandomi, e mi dispiaceva lasciare questa affascinante ambientazione così presto. Ne sono nati così due romanzi legati alla serie ma stand-alone: “La tomba del canarino”, che racconta la vicenda dell’archeologo Howard Carter e la scoperta della tomba di Tutankhamon, e “Il marchio di Sekhmet”, appena ultimato e inedito, che racconta il Paese delle Due Terre al tempo del suo ritorno alla religione politeista dopo la morte del faraone eretico Akhenaton.Anna Maria Pusceddu: Tutto è nato più di dieci anni fa,da una sfida con un’amica. Era l’epoca del successo riscosso dal libro Twilight. Lo lessi e mi piacque molto, anche se non riuscii ad immedesimarmi per via dell’età della sua protagonista. La mia amica mi sfidò a scrivere un romanzo che si rivolgesse ad un pubblico più vasto che andasse dai quindici ai novant’anni. Ci provai, inventando una storia che si snoda tra presente e passato, in cui ci sono tanti personaggi principali, diversi per età e per carattere. La protagonista con cui si apre il romanzo, è una bambina molto speciale di nome Sarah Gray. Per crearla mi sono ispirata a mia figlia. Per il “resto” dell’ispirazione ci ha pensato il periodo “buio” che stavo attraversando, in cui ho avuto bisogno di immergermi, per potermi poi risollevare, conscia di aver ignorato la realtà per troppo tempo. Chi scrive rischia sempre di tener lontano il mondo reale, per far spazio a quello interiore. Ciò a cui si rinuncia, e che si potrebbe perdere, è di gran lunga più bello di ciò che si scrive, perciò non bisogna mai prendersi troppo sul serio, o sentirsi “arrivati”.

Dove possiamo leggere qualcos’altro di tuo?

Isabel Giustiniani: Tutte le mie opere sono disponibili su Amazon, ma potete trovare maggiori informazioni (e leggere altro) sul mio blog www.storiedistoria.comAnna Maria Pusceddu: Nonostante abbia scritto prima il romanzo in concorso, ho preferito lasciarlo chiuso in un cassetto per via della sua complessità, auto-pubblicando al suo posto, con la piattaforma di youcanprint.it, la prima parte di una trilogia urban fantasy, dal titolo: L’altra metà di Lei – L’inizio della fine. La storia di un’eroina apparentemente forte, che nasconde al mondo grandi fragilità umane, con risvolti talvolta ironici, dove non mancheranno i sentimenti, anche se “mostrati” a modo mio, e dove ognuno dei personaggi descritti, porta in realtà una maschera…

Cosa farai se non dovessi vincere?

Isabel Giustiniani: Continuerò a scrivere, come sto già facendo, per portare avanti i progetti in cantiere. “Il marchio di Sekhmet” passerà nel tritacarne della mia editor e poi verrà pubblicato.Anna Maria Pusceddu: Pubblicherei il seguito dell’altra metà di Lei, per dare le agognate risposte a quanti lo hanno già letto, e parallelamente mi dedicherei al romanzo che ha perso, affidandolo a un bravo professionista del settore, per fargli un serio editing. La vita è piena di sconfitte, non bisogna abbattersi, ma trasformarle in occasioni che ci permettano di migliorare.

Perché hai partecipato a Extraself?

Isabel Giustiniani: Perché credo nel selfpublishing di qualità ed extravergine d’autore è una realtà che si muove bene in questo senso. Nel panorama odierno dell’autopubblicazione è una figura della quale si sente la necessità. Chiunque vincerà questo concorso potrà esserne orgoglioso.Anna Maria Pusceddu: Mi è sembrata, appunto, l’occasione giusta per aprire quel cassetto chiuso, a cui però pensavo già da diverso tempo, come se ci avessi lasciato dentro parte del mio cuore.La speranza è quella di poter migliorare una storia che forse potrebbe “funzionare”, se affidata a seri professionisti che abbiano la giusta distanza da ciò che impedisce all’autore, perché legato affettivamente alla sua opera, la giusta obbiettività.

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