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Extraself: Denise Narducci e Mattia Gallucci

Oggi vi presentiamo la seconda delle interviste doppie dedicate ai partecipanti del nostro concorso Extraself.

Oggi è il turno di Denise Lorella Narducci, in gara con il romanzo autobiografico La fatalità di un istante, e Mattia Gallucci, in gara con il fantascientifico Anima.exe.

la fatalità di un istanteVSanima.exe

Ecco come hanno risposto alla nostra breve intervista:

Raccontaci di te e della tua passione per la scrittura.

Denise Narducci: Anche le passioni derivano dalla nostra essenza e sono innate, in quanto spesso espresse attraverso un’arte; a parte sicuramente un’arte innata, per me la scrittura uno dei mezzi di comunicazioni con il quale una persona può esprimersi completamente.
Io scrivo da sempre, ma negli anni precedenti mi sono pubblicamente espressa attraverso la passione per la musica, come dj; ma poi arrivato il momento in cui ho sentito il bisogno di cercare di rendere pubblica anche questa mia passione per la scrittura, spinta soprattutto dalla realizzazione di un progetto culturale che ora sto diffondendo nella mia regione (Molise) e che spero di diffondere il pi possibile in tanti posti. Ho sentito il bisogno di aiutare tutte le persone che hanno bisogno di conoscere l’essenziale che hanno dentro e di viverlo, ho aiutato molte persone anche prima che il libro venisse pubblicato (non avevo la certezza di poterlo pubblicare mentre lo stavo scrivendo).
L’ho fatto al momento giusto, quando dopo aver vissuto in Spagna, mi sono ritrovata a vivere di nuovo in questa piccola realtà nella quale sono nata, vedendo tantissime persone soffrire reprimendo la loro essenza e questo accade ancora in tante realtà.
Mattia Gallucci: Penso sia partito tutto dai fumetti. Durante la mia infanzia a Milano ho avuto modo di passare molto tempo nell’edicola che mia nonna possedeva all’epoca, e qui ho cominciato a consumare migliaia di Topolini e Dylan Dog. Alle medie ho incontrato una professoressa che è riuscita a comprendere la mia vena creativa, ispirandomi più di quanto non avesse mai fatto nessun altro prima di allora. Fino ai vent’anni mi sono sempre prodigato per quelle arti che fanno un buon uso della parola: le prime poesie scritte in classe sono diventati testi rap e per un buon periodo della mia vita ne ho fatto la mia principale passione. Solo un paio d’anni fa, grazie a una conoscenza molto particolare, sono tornato in contatto con la mia musa e ho ritrovato quella decisione che poi mi ha spinto a scrivere il mio primo romanzo.
Ho sempre amato leggere e ultimamente ho riscoperto quanto io riesca ad apprezzare tutto ciò che abbia una buona storia da raccontare: un buon film, come anche una serie animata giapponese o il fumetto di un artista sconosciuto, o addirittura una canzone. Nascono tutti dalle necessità di un autore, dalle sue passioni, dalla sua morale e dal suo modo di essere e di vivere, e questi tratti traspaiono dai suoi personaggi, dalla musica, dalle parole scelte e dal dialogo che vorrebbe costruire. Quell’uomo lascia dietro di sé una traccia del suo passaggio, ed è ciò che un giorno mi piacerebbe fare della mia vita.

Com’è nata l’idea per il tuo libro? A cosa ti sei ispirato?

Denise Narducci: Come per ogni mia pubblicazione, mi ispiro a quella che è la realtà, la società in cui viviamo, le mie esperienze e soprattutto le mie emozioni; ciò che scrivo è frutto della mia essenza e credo che per poter trasmettere al lettore emozioni, consigli o qualsiasi cosa, bisogna provarle….nel caso di questo romanzo, lo avevo programmato dopo aver pubblicato il saggio, per contribuire ancora di più alla crescita culturale nel nostro paese per quanto riguarda l’orientamento sessuale e sentimentale in questo caso femminile. Così come anche nelle case degli Italiani è arrivato da poco il film “Io e Lei”, io voglio far arrivare il mio romanzo affinché si possa capire sempre di più che ogni tipo di amore o orientamento sessuale nasce dalla nostra essenza, pertanto è naturale e normale; le protagoniste del mio romanzo (tra cui io), esistono realmente e sono tra noi ogni giorno, il modo migliore per farci condividere è prima di tutto quello di vivere con normalità qualsiasi orientamento sessuale, anche attraverso il romanzo quindi il mio obiettivo è quello di aiutare sia a vivere,che capire chiunque lo leggerà.Mattia Gallucci: Anima.Exe non è altro che il prequel di The Company, il mio primo libro, quindi le ragioni che mi hanno spinto su questa strada valgono per entrambi.
Mentirei se dicessi che il buon Orwell non ha avuto alcun ruolo in tutto questo. “1984” è stato per me come per molti altri ragazzi della mia età il libro della ribellione, il romanzo che ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Tuttavia, dopo l’ultima pagina, mi è rimasto un senso di vuoto ingiustificato: pensavo a tutto ciò che Orwell non avrebbe potuto conoscere, tutti quegli aspetti della tecnologia che all’epoca non avrebbe nemmeno potuto immaginare. “1984” è un romanzo fantastico, ma non lo sentivo attuale e dentro di me avvertivo il bisogno di scrivere qualcosa per la mia epoca. Una distopia esageratamente avanzata, lanciata allo sbaraglio nel progresso tecnologico e nella costante paura che caratterizzano quest’epoca fittizia esattamente come la nostra.
Comunque, Orwell è più legato al primo libro, mentre Anima.Exe deve molto ad Asimov e alle sue teorie.
Inizialmente, prima ancora che si chiamasse Anima.Exe, mi ero ripromesso di scrivere del tema “viaggi nel tempo”, ma poi l’idea è stata accantonata drasticamente. Messi da parte i paradossi spaziotemporali per un racconto futuro, un fulmine a ciel sereno mi ha mostrato una trama che in fondo era già scritta: ricollegandomi al finale di The Company, avrei potuto raccontare molto di ciò che altrimenti sarebbe rimasto celato.
A differenza del primo racconto, Anima.Exe verte su una particolare invenzione in grado di immagazzinare l’anima di un uomo in un computer e su tutto il putiferio causato dalla scoperta. Nonostante tra i fatti raccontati nei due romanzi ci sia un distacco temporale di oltre 800 anni ed entrambi cerchino di raccontare la propria storia, un filo conduttore che unisce le due trame esiste ed è solidissimo. Mi piace definirla “Saga dell’Apocalisse” perché il Punto Zero dell’intera linea temporale da me creata è proprio l’Apocalisse nucleare che ha sconvolto la terra.
Dove finisce Anima.Exe, si sa che comincerà The Company. La necessità di spiegare cosa fosse successo prima di quel momento ha generato qualche appunto scarno, e da quei pochi fogli privi di schemi e di logica sono nate le solide basi di questo mio nuovo racconto.
Una cosa è certa: il mio prossimo racconto si distaccherà molto dal ramo della fantascienza e non farà nemmeno parte della Saga dell’Apocalisse. Per ora sono solo scarabocchi, ma abbiamo già visto come va a finire…

Dove possiamo leggere qualcos’altro di tuo?

Denise Narducci: Sul mio sito www.denisenarducci.it potete conoscermi meglio e trovare notizie, recensioni, interviste ecc…o anche sulla mia pagina Facebook Denise Lorella Narducci. Inoltre, se volete, potete anche acquistare presso le librerie e online il saggio che ho pubblicato, basta cercarlo: “L’essenziale è dentro di te, scoprilo”, basta cercarlo! Quello è stato il mio bigliettino da visita per presentarmi nel mondo letterario.Mattia Gallucci: Ho frequentato il portale online “Wattpad” per un po’ di tempo, ma non sono mai riuscito ad apprezzarlo. Sono molto pignolo sulla meritocrazia, e dopo aver pubblicato 8 capitoli del mio primo romanzo senza ricevere né critiche né complimenti, ho dato uno sguardo ai racconti più gettonati del sito: orribili fanfiction generate da storie affatto originali, magari anche da film, scritte in modo infantile da ragazzine che si credono le nuove Stephenie Meyer.
Non entro su wattpad da secoli ma continuo a ricevere puntualmente la newsletter, quindi penso che il profilo sia ancora attivo e che si possano reperire facilmente quegli otto capitoli.
Il mio primo libro, The Company, esiste in tredici copie cartacee, e dodici di queste copie vagano tra l’Italia e la Francia dove per la prima volta è stato presentato (al Salon du Livre di Hermillon nel 2016).
L’ultima copia rimane gelosamente in mio possesso, e sono pochissimi coloro a cui ho concesso il pdf del romanzo.
Dopo il primo tentativo nella narrativa sci-fi ho provato a costruire un sito internet dove poter immagazzinare il mio materiale, ma il progetto è fallito miseramente. La causa? Ironicamente, la mancanza di materiale.
Il sito esiste tuttora, ma non viene aggiornato da troppo tempo.
Vi è persino una sezione download, che però è miseramente vuota. Questo sito è praticamente inutile, ma è comunque un tassello importante della mia storia recente. Chissà, nel prossimo capitolo potrei anche riprendere in mano il progetto e tentare un nuovo colpo di testa.

Cosa farai se non dovessi vincere?

Denise Narducci: Se non dovessi vincere, parteciperò sicuramente ad altri concorsi perchè desidero che questo romanzo possa essere in qualche modo premiato. Avevo scelto il vostro concorso, quindi spero di farcela!Mattia Gallucci: Penso che continuerò a scrivere. Non mi è mai importato realmente di vincere, cercavo solo di dimostrare quante soddisfazioni potesse dare la scrittura a quei giovani che la sottovalutano. Certo, vedere Anima.exe riconosciuto come vincitore del concorso sarebbe un sogno, ma da emergente tendo a non farmi alcuna aspettativa a riguardo.
Il mio prossimo racconto, ben distante dai primi due, si è già insediato come un tarlo nella mia mente con un titolo forte ed eloquente: Tre Desideri e Istruzioni per l’Uso.

Perché hai partecipato a Extraself?

Denise Narducci: Ho partecipato perché mi è piaciuto anche il modo in cui lo avete organizzato, originale, alternativo e praticamente sincronizzato con i nostri tempi che definisco digitali, ormai almeno metà della nostra vita si sviluppa attraverso il web! Mi sono voluta mettere in gioco anche per vedere se mi votavano, se intrigava il romanzo, visti anche i temi attuali ma particolari e in un certo senso ancora tabù che ho trattato. Sono amante dei feedback e siccome anche il mio romanzo non è il solito romanzo, ma una specie di “L Word” (per chi conosce la serie), proiettato non in fiction ma in scrittura, quindi originale e attuale, l’ho trovato perfetto per aderire al vostro concorso, è stato il suo specchio nel quale spero possa continuare a specchiarsi.Mattia Gallucci: Mettersi in gioco non fa mai male. La prima edizione di The Company mi è costata un occhio della testa per 13 misere copie cartacee, e questo concorso mi è parso l’occasione ideale per entrare in contatto anche con il mondo dei libri virtuali che, al contrario di molti, ho sempre apprezzato per comodità e versatilità.
Non sono pratico di molti meccanismi di self-publishing e tendo a fare sempre di testa mia. Per una volta ho cercato di inquadrare un regolamento e di rispettarlo.
Inoltre, lavorare su un romanzo con una scadenza da rispettare categoricamente mi ha rimesso in riga, e negli ultimi due mesi ho prodotto più di quanto non avessi fatto durante i primi sei di gestazione del racconto.

6 thoughts on “Extraself: Denise Narducci e Mattia Gallucci

  • Riccardo Papa

    Vorrei leggerlo intero La Fatalità di un Istante, mi trasmette molto!

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  • Elisabetta Fino

    La Fatalità di un’istante è un libro entusiasmante dove la vita è vista nelle sue diverse sfumature, grande!

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  • Federica

    Questo libro mi é piaciuto molto,é stato coinvolgente,brava Denise!

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  • Piera

    Il libro di Denise l’ho trovato sorprendente! Brava!!

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  • Emanuela

    Bellissimo

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    • Marilena

      Mi sono rivista io stessa nella trama der romanzo La Fatalità di un Istante

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