Il self publishing a Tempo di Libri

Il self publishing è arrivato a Tempo di Libri. La nuova fiera dell’editoria organizzata dall’AIE (Associazione Italiana Editori) a Rho, nella periferia milanese, dal 19 al 23 Aprile.

Tu l’avresti mai detto? Noi no o, perlomeno, non io.

L’incontro

E invece eravamo là, tutto il team di Extravergine d’autore al completo +1: la nostra  Nunzia Assunta D’Aquale, ricercatrice doc e seriale dell’editoria indipendente. Seriale perché è già al suo “secondo round” di ricerca: infatti, la sua prima indagine qualitativa sul campo l’aveva già realizzata nel 2015, per la sua tesi di laurea in Scienze della Comunicazione. L’incontro, moderato da Cristina Mussinelli, si è tenuto Sabato 22 Aprile nella sala Bodoni – poco distante dallo stand della Rizzoli – e lì abbiamo presentato i primi risultati della ricerca quantitativa sul self publishing, avviata da SELFPQ16 in collaborazione con Extravergine d’autore. Con noi c’era anche Francesco Grandis, autore di Da zero a diecimila e nostro ospite d’eccezione, che ci ha raccontato come è riuscito a vendere 10.000 copie del suo libro. Da solo. Senza l’intermediazione di una casa editrice. E di come, a un certo punto, siano state le stesse case editrici a cercarlo come intermediario con i lettori in una oramai consolidata attività di scouting. Tra queste, a spuntarla è stata proprio la Rizzoli.

Ma ora mettiti comodo che ti racconto com’è andata.

Segnali di crescita

Ad aprire l’incontro, come ti accennavo, è stata Nunzia Assunta D’Aquale che, in questo post, spiega nel dettaglio i dati emersi dalla ricerca. Ecco perché qui mi limiterò ad evidenziarne i 2 più rilevanti:

  •  le motivazioni: il 48,9%  sceglie il self publishing perché vuole essere un autore indipendente e non come seconda scelta, rispetto all’editoria tradizionale.
  • la professionalizzazione del fenomeno: aumentano gli autori che si rivolgono ai professionisti del settore. L’editing è il servizio più richiesto. Questo significa che l’editoria indie sta uscendo dalla fase “embrionale” e si sta avviando verso lo stadio successivo, in cui si iniziano a definirne i contorni.

Segnali di interesse

I primi segnali di attenzione sono arrivati dal pubblico in sala. Lo confesso: non mi aspettavo di vederla piena, d’altronde Tempo di Libri è dedicata principalmente all’editoria tradizionale. Se poi condiamo il tutto con una certa diffidenza nei confronti del self publishing, il risultato è stato più che soddisfacente. E altra cosa rilevante: le persone non erano lì tanto per ma sembravano effettivamente interessate all’argomento, nonostante vi fosse Zerocalcare nelle vicinanze che interagiva con il pubblico. Ecco, questo ti serve per avere un quadro più chiaro dell’atmosfera in cui eravamo. E la dice lunga sulla crescita della letteratura indipendente, in tutti i sensi.

Cresce l’interesse nei suoi confronti, da parte di:

  • grandi realtà istituzionali e imprenditoriali come l’AIE;
  • autori;
  • lettori;
  • pubblico;
  • addetti ai lavori.

Ma un altro segnale c’era già stato: a Più libri più liberi 2016 (ne abbiamo parlato qui), quando l’AIE ha presentato alcuni dati sul fenomeno e ha coinvolto Rita Carla Francesca Monticelli che, in un tempo molto breve, è riuscita a fare il punto quasi chirurgicamente – sullo stato del self publishing in Italia. Con ogni probabilità, l’AIE, attorno alla quale ruota una buona parte degli editori tradizionali, si avvicina al selfpub per non sottovalutarne gli effetti a lungo termine che potrebbe avere sull’editoria classica. Sia positivi (il self è un valido strumento di scouting) che negativi (perché sempre di più sono gli autori che lo scelgono).

Segni di qualità

Se la cultura indie cresce, significa che il suo potenziale è alto. E se sei approdato qui, su questo post(o) probabilmente già conosci l’ambizioso progetto di Extravergine d’autore: trovare e promuovere l’editoria indipendente di qualità. Dare spazio ai libri di valore che non hanno nulla – davvero – da invidiare a quei testi che si vedono esposti nelle grandi librerie. Un’idea coraggiosa che Michel Franzoso ha illustrato chiaramente durante l’incontro e anche con una certa dose di – invidiabile – diplomatica pazienza, perché il passo tra l’essere scambiati per una tradizionale piattaforma di self publishing a pagamento, come per una casa editrice, è breve.

Extravergine d’autore, in effetti, non è né l’uno né l’altro. È un’associazione culturale, composta da un comitato di lettura (di circa 10 persone, fino ad ora, ma con l’obiettivo di ampliarlo) che, a fronte di letture incrociate, valuta e seleziona i libri autopubblicati da inserire in vetrina. A volte, li sceglie. A volte, li scarta. Un servizio gratuito e che tale rimarrà. Questo è il cuore del progetto.

Nessuna improvvisazione

Non c’è fretta ma fiducia, quella sì. Che i ruoli nel tempo si definiranno, di pari passo con la sistematizzazione del mondo indie.

Lo so, indie e sistematizzazione sono due termini apparentemente inconciliabili ma, se ci pensi bene, è solo una parvenza.

Ogni artista, anche il più ribelle, da qualche parte ha un suo sistema di lavoro, una sua disciplina. Guarda Chaplin, e il suo vagabondare nel cinema di fama mondiale. Ok, abbassiamo un po’ il tiro e andiamo a un esempio più nostrano: guarda Grandis. Un apparente vagabondo, che sembra girovagare senza una direzione che, invece, ha concretizzato quello che è il motto che si legge nel suo sito: non tutti i vagabondi han perduto la via. Ecco, ora vorrei fare un’unica osservazione e prenderlo come caso: capacità e inclinazioni personali a parte, cos’è che ha fatto la differenza nella sua storia? Dal suo racconto sono emerse 2 cose:

  • disciplina;
  • perseveranza.

In pratica, quella sistematizzazione (brutta parola ma la sto usando di proposito per dimostrarti che il self publishing non è sempre pura improvvisazione ma c’è anche metodo e studio) della creatività, indirizzata ogni giorno verso l’obiettivo finale: la buona scrittura. E il coinvolgimento dei lettori. Tanti. Possibilmente.

Conquistali tutti

L’incontro si è concluso con l’intervento di Grandis e la parola è poi passata al pubblico. Ho chiesto chi, tra le persone presenti in sala, avesse autopubblicato un libro. Hanno alzato la mano in 5. Poi chi avesse intenzione di farlo: solo 1. E il resto? Purtroppo il tempo non mi ha permesso di chiedere di più ma sono fiduciosa nel pensare che fossero lettori o potenziali tali, ma anche curiosi del fenomeno, un altro segnale che qualcosa si sta muovendo anche negli ambienti più irraggiungibili: quello dei lettori forti.

D’altronde non eravamo a una grande fiera dell’editoria, in cui erano esposti una notevole quantità di libri in vendita? E l’augurio è di vederci, in un giorno non troppo lontano, anche i libri dell’editoria indipendente.

E tu, sei stato a Tempo di Libri? Cosa pensi del futuro del self publishing? Scrivilo nei commenti!

2 thoughts on “Il self publishing a Tempo di Libri

  • Rosa Alba Bucceri

    Ciao! Non mi è stato possibile partecipare al vostro evento a Milano. Ci sarete a Torino?

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    • Margherita

      Ciao Rosa,
      a Torino non c’eravamo ma presenteremo i risultati della ricerca a Gusto Indie, il convegno pratico sull’autopubblicazione che si terrà a Roma il 17 Giugno (questo Sabato). Se vuoi raggiungerci, affrettati perché i posti disponibili stanno per finire! Prenota il tuo qui http://bit.ly/2qmOyjW.

      Grazie per il commento 🙂

      Rispondi

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