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Dieci consigli per scrivere senza dubbi

La parola ai nostri autori


articolo di
Andrea Micalone

Negli articoli che ho scritto sino a oggi sul blog vi ho spiegato come (a mio parere) sia bene iniziare a lavorare per raccontare una storia, soprattutto nella forma di romanzo. Seguendo questi consigli si può cominciare a narrare, ma non è detto che si proseguirà sicuramente sino all’epilogo. Infatti, come annunciato in principio, scrivere un romanzo completo (o quantomeno un testo che ambisca ad essere un romanzo) è una faticaccia non da poco. Può capitare che, lungo il cammino, sorgano dei dubbi su quello che si sta facendo.

Anzi (questo è un “anzi” grande come il Colosseo) potete star sicuri che dubbi ne arriveranno, e ogni giorno saranno più grandi e più forti. Soprattutto se siete alle prime armi in questo mestiere, questi dubbi vi sembreranno schiaccianti.

Ma quali sono questi dubbi?

Solitamente suonano così: “sto scrivendo davvero qualcosa di bello? O almeno qualcosa di utile? E sto scrivendo in una forma quantomeno decente? Oppure una persona esperta verrà colta dai conati appena prenderà le mie sudate carte in mano?” e insomma, “vale la pena fare tutto questo?”

Io, al riguardo, posso dirvi due cose.

Innanzitutto, se simili dubbi non vi hanno mai neanche sfiorato, preoccupatevi. Se siete assolutamente certi che quello che state scribacchiando sarà apprezzato, fermatevi, guardatevi nello specchio e ammettete che c’è qualcosa che non va in tutta questa vostra sicurezza. Avete raggiunto l’ispirazione suprema? Io non credo. Probabilmente si tratta soltanto di confusione suprema su cosa sia un romanzo.

Se invece i dubbi vi colgono, e sono anche forti, ciò dimostra che siete persone e che la presunzione non vi domina in modo incontrollabile. Dovete però capire se questi dubbi vadano superati, oppure se siano un campanello d’allarme.

Una domanda che dunque vi porrete (se non avete bravi insegnanti che vi possano aiutare) è: “come faccio a capire se c’è davvero un problema nel mio testo, oppure se i miei dubbi sono soltanto una naturale quantità d’incertezza necessaria?”

Vi lascio dunque dieci punti che potrebbero aiutarvi a rispondere a questa domanda.

Cominciamo:

1 – Domandatevi in continuazione: “io leggerei questo libro?”

Se la risposta è “no” la prima volta, riscrivete e lavorate ancora. E così anche la seconda, la terza, la quarta, la quinta volta, ecc.

Se però la risposta rimane sempre “no”, allora il testo ha qualcosa che non va.

2 – La vostra storia è ambientata in luoghi che non conoscete, ma credete di poter salvarvi inventando a tutto spiano?

Mi dispiace deludervi, ma soprattutto nel caso di romanzi realistici, inventare è difficilissimo. “Inventare la realtà” è molto più difficile che “inventare la fantasia”. Un lettore perdona l’inverosimile in una storia fantastica, ma non perdonerà mai l’inverosimile in una storia realistica.

Dunque, ambientate i vostri romanzi in ambienti che conoscete davvero. Se non li conoscete, andateci.

3 – Viceversa, non siate inutilmente realistici a ogni costo. Raccontare una storia vera non è sinonimo di raccontare una storia bella. Se vi accorgete che il vostro romanzo è noioso, non consolatevi con la frase: “però mi sto attenendo ai fatti così come si sono verificati.” Se è noioso, è noioso.

4 – Eliminate tutti i vostri sfoghi dal libro. E se vi accorgete che la storia è un lungo interminabile sfogo personale, allora eliminate tutto il libro.

Faccio un esempio: tutti in principio (compreso io stesso) cominciano a scrivere romanzando la propria vita e raccontando versioni di sé un poco più poetiche, molto fedeli ma distorte. Infatti, se avete letto qualche romanzo di esordienti o aspiranti scrittori, vi stupirete di quanti comincino con il protagonista che si alza dal letto, fa cose qualsiasi, fa una vita qualsiasi e così via. È insomma, diciamocelo, l’autore che racconta i fatti propri nel modo che egli ritiene interessante.

In realtà i fatti nostri non interessano proprio a nessuno.

5 – Non scrivete un romanzo di un determinato genere soltanto perché vi hanno detto che quel genere “va”. Dove volete che vada?

Scrivete piuttosto ciò che amate e che conoscete.

6 – Abbiate sempre bene in mente l’idea e il tema di base della vostra storia. Se questi concetti si perdono lungo il tragitto, allora state sbagliando strada (o forse ne state trovando una nuova, migliore). In ogni caso tornate indietro, capite davvero di cosa volete parlare e riscrivete il tutto.

7 – Non ponete i vostri dubbi a chi (e soprattutto non fidatevi in generale di chi) parla di scrittura e letteratura con parole molto complicate (tipo “extradiegetico”, “joyciano”, “interpolazione”, “semioticamente”, ecc.). Magari stanno dicendo cose vere, ma quando si scrive un romanzo si sta lavorando su una storia e basta; tutti gli intrecci mentali letterari non è il caso di tirarli in ballo (e poi chi parla così, molto spesso, è soltanto presuntuoso).

8 – Non ponete i vostri dubbi a chi (e soprattutto non fidatevi in generale di chi) parla di scrittura e letteratura con parole molto vaghe e artistoidi (tipo “percepisci l’attimo”, “odora lo stile”, “avverti i colori dell’ispirazione”, ecc.). Non hanno idea neanche loro di cosa stanno parlando.

9 – Ponete i vostri dubbi a chi (e soprattutto fidatevi in generale di chi) parla di scrittura e letteratura in modo molto ponderato, dandovi consigli diretti e chiari, che potrebbero sembrarvi anche freddi e meccanici.

10 – Infine il solito consiglio eterno: se avete dubbi su ciò che state scrivendo, leggete qualche quintale di libri simili e di argomento affine a quello che voi intendete scrivere.

E se avete altri dubbi, o altri metodi per cercare di sedarli, scriveteli pure nei commenti.

One thought on “Dieci consigli per scrivere senza dubbi

  • Piero Didio

    Soprattutto, prima di iniziare a scrivere un libro siate certi di averne letto almeno 500.

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