Il plagio nel Self Publishing: per tutelarti, fai così

Magari ci pensi da un po’ e non l’hai ancora fatto. Oppure te ne sei già occupato, ma non sai se nel modo migliore. Sto parlando della tutela dell’opera che hai pubblicato in Self Publishing. Ma ne parlo da profana: la mia non l’ho ancora protetta. Ecco, sono un pessimo esempio ma tu, dopo questo post, la tutelerai come un genitore fa verso il proprio figlio.

Quali sono i modi per difenderti dal plagio?

Non mi metterò ad elencarti tutti i metodi esistenti per preservare il tuo libro da un eventuale plagio perché, in rete, di post che trattano l’argomento ce ne sono un bel po’ e scritti in modo chiaro e completo (ne trovi un esempio qui). Invece, ho cercato di capire quali siano le modalità migliori in termini di:

  • sicurezza;
  • risparmio di tempo;
  • risparmio economico.

Per questo, ho chiesto a Rita Carla Francesca Monticelli (Anakina), nota autrice indipendente di narrativa fantascientifica, se fosse disponibile a dare dei suggerimenti agli utenti del blog di Extravergine d’autore su come difendersi dal plagio. Ma prima di vederli, vorrei fare una breve premessa.

Come puoi dimostrare d’essere l’autore del tuo libro?

“Non è necessario l’adempimento di alcuna formalità amministrativa, né l’effettuazione di alcuna registrazione per ottenere il riconoscimento del diritto d’autore, che nasce al momento della creazione dell’opera.”

Lo scrive Ida Baucia in Guida alla normativa sul diritto d’autore, edito dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori). In pratica, non puoi provare d’essere l’autore di un’opera ma puoi solo dimostrare che in una certa data ne eri in possesso. Quindi, se qualcuno copia il tuo libro dalla prima all’ultima pagina e lo mette in vendita, dovrai dimostrare che il testo plagiato era già nelle tue mani ancor prima che finisse in quelle dello scansafatiche (tale è, visto che la sua voglia di lavorare è pari allo zero).

Come provarlo? Puoi depositare il tuo libro:

  • dal notaio che annota la data in cui lo consegni presso il suo studio, ma non potrà mai provare che ne sia tu l’autore (come puoi leggere qui);
  • alla SIAE (pagando un po’ meno che dal notaio);

altrimenti

  • inviarlo a te stesso tramite posta (procedura controversa perché il pacco potrebbe essere aperto e il contenuto sostituito).

È stato più forte di me e, alla fine, un breve elenco l’ho tirato fuori ma ora ti conviene seguirmi con attenzione perché i consigli di Rita ti torneranno utili e preziosi.

Registra il copyright gratuitamente

Prima di pubblicare e di inviare il libro finito ad altre persone o figure professionali, come l’editor, il correttore di bozze e i beta reader, registra il file in un servizio di copyright gratuito. Un esempio? Copyzero e Patamu. Anche se potrebbe trattarsi di un eccesso di precauzione “perché non farlo? Non costa nulla e ci metti 2 minuti. Io registro ogni versione che esce dal mio computer”, spiega Carla.

Carica il tuo libro su Smashwords

Quando il tuo testo è pronto per la pubblicazione caricalo prima di tutto su Smashwords, dove risulterà data e ora in cui l’hai inserito. Il libro qui sarà messo in preordine  (ossia ordinabile prima della sua uscita ufficiale). Così avrai “un’altra copia in un posto sicuro perché da Smashwords si può riscaricare il file originale”, continua Carla.

…ma anche su Amazon

Inserisci il tuo libro su Amazon. Difatti, il colosso dell’e-commerce controlla se esistono 2 versioni identiche dello stesso libro o anche solo parti che ne riportino i contenuti e, così facendo, ti difende dal plagio (e non spendi un euro).  In pratica, se carichi la tua opera su Amazon e qualcuno la copia (oppure ne riporta anche solo delle parti nel suo libro), per poi pubblicarla sempre su Amazon, viene subito fermato.

Il risultato

Con Smashwords puoi dare la prova legale del giorno in cui il libro era già in tuo possesso mentre Amazon – conclude Carla – ti “protegge di fatto dal plagio” anche prima dell’uscita ufficiale del libro perché puoi inserirlo in preordine.

Ecco, ora che sai come difenderti dal plagio gratuitamente non hai più scuse per non iniziare a farlo (e nemmeno io). Condividi il post con gli altri scrittori indipendenti, l’unione fa la forza!

8 thoughts on “Il plagio nel Self Publishing: per tutelarti, fai così

  • sergio935

    Carla è una scrittrice eccezionale e i suoi consigli sono sempre utilissimi. Aggiungo che, a parte Smashwords, ora Amazon consente, a costo zero, di stampare il proprio libro con relativo copyright.
    Direi che questa procedura, oltre ad essere semplicissima e venire incontro anche a coloro che amano il famigerato “profumo della carta”, dovrebbe fornire la garanzia migliore per evitare eventuali plagi o, comunque, per risultare vincente in sede giudiziaria.
    Un caro saluto a tutti per l’ottimo lavoro.
    Sergio Bertoni

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    • Margherita

      Ciao Sergio, grazie 🙂 è un piacere leggere riscontri positivi!

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  • newwhitebear

    Io seguo Rita. Carico sempre una copia su Smashwords per due motivi. Il primo l’ha detto Rita. Lì ci sono tutte le copie dalla prima all’ultima caricate. Diciamo la prima e le versioni successive con data e ora di caricamento. La seconda mi assicuro un codice ISBN, che certifica la sua registrazione nel database dei libri.
    Lo so. Amazon controlla. Mi ha bloccato un ebook e il relativo cartaceo, perché sosteneva che erano presenti in rete parti del mio testo. Ho dovuto spiegare che l’equivoco nasceva dal mio blog, dove uso un nick. La rogna è stata che ho dovuto rifare tutto il giro, iSBN compreso.
    Comunque quello che pubblico è passato prima dal mio blog, ergo un segnale in più che ne sono l’autore.
    Comunque il post è interessante e spiega con chiarezza come difendersi.

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    • Margherita

      Grazie newwhitebear 🙂 con l’intervento di Rita, ho potuto scrivere dell’argomento in modo più approfondito!

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  • newwhitebear

    Sono andato sul sito copyzero. Riporto il comunicato del 3 dicembre 2015, che segue quello del 20 ottobre 2012.
    Comunicato del 2 dicembre 2015

    A partire dalla data odierna il servizio COPYZERO on-line è riservato ai sostenitori economici che abbiano effettuato nell’anno corrente una donazione non inferiore a 10,00 euro. Per quanto riguarda il calcolo relativo alle donazioni, esso resta invariato: 1,00 euro corrisponde a 5 MB (1,00 euro corrisponde a 10 MB, se il file inviato non è superiore ai 10 MB). Pertanto, i sostenitori che hanno donato 10,00 euro potranno inviare 10 file archivio non superiori, ciascuno, ai 10 MB (tra l’invio di un file e l’altro devono intercorrere almeno 15 giorni) oppure 1 file archivio non superiore ai 50 MB; i sostenitori che hanno donato 11,00 euro potranno inviare 11 file archivio non superiori, ciascuno, ai 10 MB (tra l’invio di un file e l’altro devono intercorrere almeno 15 giorni) oppure 1 file archivio non superiore ai 55 MB; i sostenitori che hanno donato 12,00 euro potranno inviare 12 file archivio non superiori, ciascuno, ai 10 MB (tra l’invio di un file e l’altro devono intercorrere almeno 15 giorni) oppure 1 file archivio non superiore ai 60 MB e così via. È sempre possibile combinare, liberamente, le due modalità di utilizzo: ad esempio, i sostenitori che hanno donato 10,00 euro potranno inviare 5 file archivio non superiori, ciascuno, ai 10 MB ed 1 file archivio non superiore ai 25 MB (tra l’invio di un file e l’altro devono intercorrere almeno 15 giorni). I diritti di chi ha inviato la richiesta di utilizzazione del servizio in data antecedente al 2 dicembre 2015 sono confermati fino al termine dell’anno solare.

    La Direzione del
    Movimento Costozero

    Si evince che a costo zero non c’è nulla. Qualcosina si deve pagare. Mi pare giusto.visto il servizio offerto.
    Era solo per precisare.

    Ovviamente anche Patamu non è gratis ma costa 30€ annui per la protezione fino a 20 opere. Copyright riconosciuto in 172 paesi. Per i dettagli basta andare sul sito, seguendo il tuo link.

    Forse all’inizio erano gratis ma adesso giustamente pretendono un costo per pagare le spese – presumo –

    Comunque la strada indicata da Rita, che seguo anch’io, è quella effettivamente a costo nullo.

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    • Extravergine d'autore

      Sì, è vero, non sono esattamente gratis né “Costozero” né “Patamu”
      Quest’ultima ha la possibilità di un account free, ma ovviamente è limitato.
      Ma a tal proposito vi stiamo preparando una sorpresa anche noi, quindi restate sintonizzati! 😉

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      • newwhitebear

        quando sarà pronta, la gusterò. Aspetto.
        Per i due siti. Nessuna critica ma semplice precisazione. Si Patamu ha anche il free ma dura sette giorni. Un po’ poco 😀 Ma come dicono serve per provare il servizio. Ergo inutile.

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