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L’idea iniziale per scrivere un romanzo

La parola ai nostri autori


articolo di
Andrea Micalone

Dopo aver affrontato le “frasi tipo” dell’aspirante scrittore, self publisher in particolare, è arrivato il momento di entrare nel vivo degli argomenti.

La domanda da un milione di dollari è: come si scrive un libro di qualità?

Abbassiamo un poco il tiro e facciamoci innanzitutto una domanda più semplice, ma egualmente importante: come si scrive un libro?

Partirei da questo secondo quesito, poiché la qualità è invece un concetto abbastanza relativo: ciò che per me potrebbe essere di qualità, non è detto che lo sia per tutti. Di conseguenza cerchiamo di capire “soltanto” come si scrive un libro, poiché molti self publisher credono in partenza che questa domanda non debbano neanche porsela. Credo invece che essa sia la vera domanda, giacché molti libri autopubblicati hanno innanzitutto un drammatico problema: non sono libri (e se non sono dei libri, figuriamoci se possano essere libri di qualità).

Cosa significa che non sono “libri”?

Con questa frase intendo dire che non hanno quella struttura e quella minima qualità grammaticale e stilistica che permette a un testo di essere chiamato libro. Bisogna invece arrivare al punto di creare un componimento narrativo interessante per qualcuno che non sia costretto a dirvi “bello” per ragioni di parentela famigliare.

Tutti i libri, buoni o cattivi che siano, nascono innanzitutto da un’idea. Per idea non intendo forzatamente uno spunto narrativo, ma uno spunto generico che è alla base di tutto quello che verrà. Potrebbe essere uno spunto narrativo (ovviamente), potrebbe essere una frase che avete letto, o magari un’immagine, oppure la storia di un vostro conoscente o addirittura un evento della vostra vita.

A questo punto l’aspirante scrittore si fionda a scrivere, cercando di capire dove lo condurrà quell’intuizione iniziale.

E qui c’è il primo fondamentale errore: scrivere subito.

Un’idea appena nata è esattamente questo: un’idea appena nata. Buttarla sulla carta troppo presto la cristallizzerà in una forma già definita, e rielaborarla in seguito sarà molto più difficile. Inoltre vi fornirà sì materiale per le prime pagine, ma per andare avanti dovrete capire come proseguire. È probabile allora che vi impantanerete, poiché non avrete sviluppato ancora il germe dell’idea iniziale.

Non fiondatevi dunque a consumare la vostra idea appena l’avete concepita. Aspettate e valutate se quest’intuizione inizia a crescere e germogliare, oppure se avvizzisce sino a sparire del tutto dal vostro cervello.

Quando si è alle prime armi (lo dico per esperienza) si iniziano a prendere appunti ovunque, si cominciano storie ogni tre giorni e si ritiene (sbagliando) che quando arriverà la storia giusta, essa ci condurrà per mano sino alla conclusione per tutta la lunghezza delle sue quattrocento pagine compiute. Niente di più falso.

tumblr_obbjwp1bdz1ted1sho1_1280All’inizio, difatti, confondiamo in continuazione la nostra voglia confusa di scrivere con la capacità di farlo, e anche con il materiale stesso su cui farlo. Tutti noi iniziamo allora a colmare pagine e pagine di raccontini autobiografici in cui narriamo i nostri fatti per filo e per segno (al massimo cambiando i nomi dei personaggi, convinti che così il racconto del nostro noioso primo amore si trasformerà ne “I Promessi Sposi”). Scrivere tanto e in continuazione è giustissimo, e aiuta a liberarsi da tutti i luoghi comuni di cui siamo colmi, ma non dobbiamo confondere questi “torrenti di prova” con innumerevoli inizi di romanzi, né (per nessuna ragione) con racconti brevi potenzialmente interessanti. La verità più ovvia del mondo è questa: a nessuno interessano i fatti nostri. Per interessare gli altri a dei fatti, dobbiamo imparare a raccontare questi fatti, e non importa che siano veri, bensì che appaiano realistici (di questo parleremo in futuro).

Tutto questo non significa che il 100% di questi “torrenti di prova” sia orribile, ma occorrerà prendere il coraggio a due mani e ammettere candidamente a sé stessi che almeno il 95% di questa roba è di qualità dubbia (per usare un eufemismo).

Se dopo aver riempito interi quaderni e pc di questa roba, il vostro bisogno di scrivere sarà ancora presente, forse siete pronti per cominciare a pensare a un vero romanzo. (In caso contrario, potete accontentarvi di un diario personale da custodire gelosamente).

Ecco dunque che torniamo al discorso di partenza: la ricerca dell’idea iniziale.

Se è sorta in voi l’idea giusta, difficilmente ve ne potrete accorgere a primo colpo. La vera forza di un’idea, infatti, non è nel suo imporsi nella nostra mente, ma nel rimanerci nel tempo nonostante tutto.

Quando vi sorge un’intuizione che sembra buona, lasciatela in un angolino della vostra testa. Non annotatevela (altrimenti tornerà sotto i vostri occhi tramite l’inchiostro). Aspettate e aspettate ancora.

Quando sarà passato del tempo, le possibilità saranno due: o l’idea sarà stata dimenticata (o avrà perso di mordente e di fascino), e in tal caso vorrà dire che non vale la pena spenderci il proprio tempo; oppure essa inizierà a crescere in voi e non vi mollerà più. Diventerà allora una vera e propria ossessione. È scontato dire che in questo secondo caso avvertirete in voi il bisogno crescente di raccontarla.

Se aspetterete mesi e mesi, vi accorgerete che in realtà le idee sufficientemente forti da sopravvivere nella vostra mente sono ben poche. Quelle sono le uniche su cui valga la pena concentrarsi per iniziare a elaborare il proprio romanzo.

A questo punto potrete iniziare a scrivere?kaboompics-com_closeup-of-woman-hand-typing-on-laptop-keyboard

Mi dispiace deludervi, ma non è ancora tempo per questo. Quando avrete trovato l’idea giusta, quella di cui non potete fare a meno e di cui non potete più dubitare, allora dovrete iniziare a informarvi su tutto il genere di notizie che vi occorrono per elaborare il vostro romanzo. Di questo, però, parleremo nel prossimo articolo.

Due precisazioni d’obbligo:

  1. “Aspettare mesi e mesi per valutare se l’idea sopravvive e si fortifica in voi” non significa che per mesi non dovete scrivere nulla. Tenersi in esercizio è fondamentale, perciò continuate sempre a comporre quelli che ho chiamato “torrenti di prova”.
  2. L’invito a non annotarvi le idee di partenza per potenziali romanzi, non significa che non dovete prendere alcun tipo di appunto o di nota. Una bella frase, un’emozione, una breve riflessione o qualsiasi altra cosa potrebbe sfuggirvi con il tempo, potete tranquillamente annotarvela (anzi dovete). Questo materiale “linguistico” potrà magari essere inserito proprio nel romanzo che scriverete.
    Bisogna dunque distinguere con attenzione le “note generiche” (che vi invito a prendere in continuazione), dalle idee per potenziali romanzi. Le prime è necessario annotarsele, mentre le seconde assumono valore solo quando sopravvivono nella vostra testa nonostante non ve le siate annotate.

5 thoughts on “L’idea iniziale per scrivere un romanzo

  • Roberto Bonfanti

    Ottimi spunti, diciamo che, inconsciamente, ho sempre seguito le indicazioni delle note finali.

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    • Andrea Micalone

      Ti ringrazio, Roberto.
      Ovviamente quelle che ho dato nell’articolo sono indicazioni per seguire il mio metodo (metodo consigliatomi da autori più esperti di me, viventi e non).
      Se però qualcuno ne ha altri che ritiene utili, scrivete pure nei commenti! 🙂

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      • Roberto Bonfanti

        Certo, Andrea, mi riferivo alle tue due precisazioni finali. Non ho consigli da dare, ma molti da ricevere. Penso che chiunque voglia scrivere dovrebbe prendere qua e là gli spunti, le indicazioni interesassanti e filtrarle con la sua esperienza personale, per trovare un metodo di lavoro adatto alla propria capacità e vena artistica.
        Questi articoli sul blog sono molto utili, anche perché vien voglia di approfondire.

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  • Michel

    Sul lasciar sedimentare l’idea sono totalmente d’accordo, è una cosa che ho sempre fatto anch’io, sebbene non l’avessi mai letta da nessuna parte.
    Ho idee che stanno sedimentando ormai da anni (probabilmente fra un po’ diventeranno aceto… 😀 )

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